Rassegna storica del Risorgimento
SANTAROSA, SANTORRE DE ROSSI DI ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONAR
anno
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1938
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pagina
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1327
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I FONTI E DOCUMENTI B
B LETTERE DI SANTORRE SANTAROSA ' I HH~I AL SISMONDI HBB
Deposte le armi, che egli e i suoi amici avevano impugnate per salvar Napoli, poiché alla sua salvezza era collegata la speranza di conquistare l'indipendenza d'Italia, e collocare Casa Savoia sul trono di Lombardia , sicuro che il Sovrano, divenuto monarca di otto milioni d'Italiani, gli perdonerebbe un giorno d'avergli recato un momentaneo dolore, *) il conte Santorre Santarosa, cercando la salvezza con la fuga, attraverso Genova, Marsiglia e Lione, raggiungeva la Svizzera, fraternamente accolto dall'amico di tutti gli esuli, Giovan Carlo Leonardo Simond de Sismondi.
Nei due mesi di permanenza a Ginevra e a Chéne egli visse en société habituelle con lui, uniformandosi, neuffois sur dix , ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti (lett. 4).
L'esule, infatti, presentatosi già nel suo libro le Speranze degli Italiani, 2) che avrebbe dovuto servire a ridestare le forze italiane con carattere nettamente nazionale, come uomo d'ordine, alieno dai contatti e dai procedimenti settari, e contrario ad ogni esaltazione demagogica, molto si accostava al Ginevrino sul modo di sentire i problemi della libertà e della indipendenza, collegati direttamente con la educazione e la elevazione del popolo, sebbene, mancando la possibilità all'opinione pubblica di manifestarsi legalmente, non avesse esitato a scendere in campo per i destini d'Italia, ricordando al Re che i soldati sardi sarebbero stati italiani, e in questa formula sarebbe stato tutto il loro dovere di alzar le bandiere e volgerle verso il Ticino in nome d'Italia e di Savoia.
Ma nel giugno, non potendo più rimanere, per disposizione della polizia, nel cantone di Voud, il Santarosa, insieme con altri esuli, tra cui Filippo Ugoni, si avviò verso la parte settentrionale della Svizzera, iniziando cosi col Sismondi, da cui era stato costretto ad allontanarsi,
i) Lettera al conte Mocenigo, ministro dello czar presso la corte sarda, in La Rivoluzione Piemontese nel 1821, coi ricordi di V. Cousin sull'Autore, a cura di A. Ltrzio, Torino, Paravia, 1920, p. 8.
2) Libro lasciato incompiuto nell'autunno 1820, e pubblicato da A. Colombo, Milano, Casa Editrice Risorgimento, 1920.