Rassegna storica del Risorgimento
SANTAROSA, SANTORRE DE ROSSI DI ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONAR
anno
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1938
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pagina
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1328
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1328 Giuseppe Calamari
una affettuosa corrispondenza, che, conosciuta per quello che si riferisce alle lettere del Ginevrino,*) viene ora integrata con l'altra del suo corrispondente, oggetto appunto di questo studio. *)
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Così, alla lettera scrittagli da Montreux il 10 giugno, lettera peraltro andata perduta, il Sismondi rispondeva al Santarosa protestando contro quella persecuzione esercitata dagli Svizzeri nei riguardi di coloro che egli più onorava, e a cui si sentiva più unito di sentimento e di interesse, e dolendosi dello svantaggio dei paesi piccoli, quando i vicini non lasciavano loro compiere neppure i propri doveri.
Intanto, mentre andava errando per i piccoli villaggi della Svizzera, e lungo il lago di Ginevra, il Santarosa, per rispondere immediatamente ai libelli reazionari, tra i quali, sopra tutto, quello del Beau-champ, presso Monthey, a Bercinevu, a Etivay, scrisse la triste storia de nos malhcurs , la Revolution Piémónlaise, che fu pronta in poche settimane, alla metà di ottobre del 1821. Per questo libro avrebbe voluto volentieri consultare il Sismondi, ma, mentre egli scriveva Ieri' temente péniblement, fu costretto a terminarlo in tutta fretta per consegnare il manoscritto ad uno degli amici più fidati, che partiva alla volta di Parigi. Perciò gli era stato impossibile di recarsi a Chène per pregare lo storico di correggere i suoi errori (lett. 1).
In seguito, poi, alle pressioni delle corti di Vienna e di Torino, alla fine di ottobre il Santarosa fu costretto a lasciare la Confederazione per la capitale francese, dove si stabili sotto il falso nome di Conti, entrando in fraterna amicizia con Vittorio Cousin. Ma, scoperto e arrestato il 25 marzo 1822, mentre da Arcueil si era recato a Parigi al capezzale dell'amico ammalato, sotto l'accusa di aver diffuso scrìtti rivoluzionari e di cospirare d'accordo col comitato politico, presieduto da Lafayette, fu tenuto per due mesi in carcere, da dove scrisse allo storico rimpiangendo il tempo da lui trascorso nella sua biblioteca di Chéne, in cui, tuttavia, non gli era stato concesso di rimanere che brevemente in compagnia di colui che aveva fatto il più grande bene alla sua povera patria.
1) BIANCHI N Memorie e Lettere di Santone Santa Rosa con appendice di Lettere di Gian Carlo Sismondi, Torino, Bocca, 1877. Le lettere del Sismondi sono riportate nell'epistolario carato dal PELLEGRINI, Firenze, La Nuova Italia, voli. 2 e 3.
2) Le 4 lettere del Santarosa, che qui pubblichiamo, si trovano nella Biblioteca comunale di Pescia, Raccolta Sismondi, mobile A, cassetta 20, numeri 5-8.