Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1938>   pagina <1385>
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Gorizia ottocentesca, ecc.
1385
questo fiore come la tua patria. La stampatura veniva eseguita in Gorizia dal tipografo Giuseppe Candutti.
L'emigrazione politica giuliana, residente in Udine, aveva fatto pervenire a Sua Maestà il Re, in occasione delle fauste nozze, il seguente indirizzo:
Sire!
All'angusto figlio Vostro che seco a divider le gioie della famiglia ed il futuro seggio reale, una figlia d'Italia sì trasse al fianco, unanime il Vostro popolo applaudì, salutando in quel connubio il felice presagio, che non lontano finalmente debba esser il giorno in cui V Italia su di sé stessa appoggiandosi, meglio che pel fallace puntello di stranieri troni, saprà risorgere all'antica sua maestà ed a prospera vita.
Ma l'onda sonora di tanto augurio non trova i termini suoi nei ristretti confini del Regno.
C* è risonanza per lei sino al Brennero sino alle Giulie, sebbene ivi, squarciata da baionette straniere, quella gioia si muti in lamento.
E di questi lamenti permettete o Sire che noi, poveri esuli da quelle terre, rifu­giati all'ombra del Vostro patrocinio, Vi facciamo messaggio, pregandovi che negli auspicatissùni di delle Nozze Sue, Voi stesso al figlio Vostro ne porgiate novella.
Non temetel Noi non turberemo la felicita di quelle ore. L'uomo nella gioia, a generose imprese tien sempre aperto il cuore, e chi a ciò gli addita l'occasione propizia, non gli attenua, ma ne sublima il contento. Noi gli diremo:
Altezza!
In mezzo alla felicità della Vostra Famiglia Vi sovvenga spesso la famiglia del popolo Vostro e Vi commuova il grido dei poveri esclusi'suoi figli, che per tanto tempo già invano si lacerano le mani alle sanguinose sbarre d'una dura separazione; pensate che solo per loro affrancamento, risplenderà senza macchia l'astro d'Italia una, che nella propria luce tien la misura dei gloriosi destini di Casa Vostra; e se mirando in volto alla Sposa diletta, il cuore Vi dirà che tutto per Lei fareste, deh. non indugiate a dissipare d'intorno a quell'astro l'ultima nube, onde della gioia completa di tutti i suoi popoli redenti, esso brilli in quel dì, che sul capo di Lei posarsi vedrà, della prima Regina d'Italia il fortunato diadema.
Udine nell'Aprile 1868.
Per l'emigrazione Goriziana-IstrianaTriestina residente in Udine
Il Rappresentante Pietro de Carina nobile Szent-Vàros.
Il 22 aprile, nella magnifica cornice del Palazzo Reale in Torino, veniva celebrato il matrimonio degli Augusti Principi Sabaudi.
Margherite, rose e fiori d'arancio formavano l'ornamento floreale della Sposa Principesca.
Da quel giorno, la margherita, era divenuta il fiore simbolico dell'amore all'Italia, per tutti gli irredenti.