Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1938>   pagina <1386>
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1386
Ranieri Mario Cassar
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Il 3 giugno Benedétto Cairoli svolgeva, alla Camera dei Deputati in Firenze, la proposta di doversi riguardare per cittadini del Regno tutti gl'Italiani ancor soggetti a dominio straniero.
La proposta dava motivo di uno scambio di scritti per mezzo del noto avvocato Giuseppe Fabris-Basilisco residente in Venezia tra il Comitato d'Azione di Gorizia ed il valoroso deputato, che qui fedelmente riproduciamo dagli originali.
A BENEDETTO CAEROLI
I GORIZIANI. Onorevole Signore.
Dopo i disastri di Custozza e Lissa, dovea in noi esser spenta ogni speranza di vederci noi ti alle famiglie Italiane. Pure incrollabile fu la nostra fede. L* Italia non poteva dirsi ancora compiuta.
Manca Roma per far cessare il Governo dei Papi, per sottrarre l'Italia alla tutela dei Francesi per distruggere per sempre il focolare della Reazione.
Manca il Trentino e la Gorizia per dare all' Italia i suoi baluardi naturali del Bren­nero e delle Alpi Giulie, manca l'Istria con Trieste per assicurare all'Italia il dominio dell'Adriatico.
Mancano all'Italia due milioni di abitanti che vogliono essere uniti alla loro patria, non per interesse proprio, non per il loro bene, ma pel vantaggio* per la sicurezza d'Italia tutta.
A questi Italiani apparteniamo ancor noi abitanti della Gorizia per ragioni di razza, e di posizione geografica, giustamente superbi d'aver conservato incoiarne il sentimento della nostra nazionalità attraverso condizioni peggiori assai d'ogni altro paese d'Italia, con sette secoli di dominazione tedesca, con preti, nobili, militari tedeschi, con scuole tedesche.
Ma se la nostra fede sta salda, e starà, ad onta di tutte le infamie del Governo di Vienna, che se liberale pei Tedeschi, per gl'Italiani dell'Austria sarà sempre un Governo eminentemente nemico, questa fede ba pur d'uopo che i fratelli, ormai liberi, talvolta la rinfranchino con una parola di conforto.
Dopo due anni di lungo silenzio questa parola di speranza e di coraggio ci venne da Voi, quando, con altri onorevoli vostri colleghi, nella seduta del Parlamento dd. a 3 corrente, proponeste doversi riguardare per cittadini del regno d'Italia tutti gl'Italiani ancor soggetti a dominio straniero.
A voi che foste il generoso iniziatore di tale proposta, mandiamo dalle rive dell'Isonzo una schietta parola di viva gratitudine; mandiamola preghiera di ricor­darsi di noi; ed i tempi speriamo, non son lontani, che l'Italia, se vuol essere nazione libera e forte, cancellerà le onte di Custozza e di Lissa.
Gorizia nel Giugno 1868. Pei Goriziani
Il Gomitato.
*) Vedi R. M. CossÀ, Gorizia iTaltri tempi, Gorizia, 1934, p. 75.