Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1938
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pagina
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1389
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Gorizia ottocentesca, ecc.
1389
esso consacra il principio unitario, che è il fondamento giuridico dello Stato: col sottrarre l'Emigrato all'arbitrio salva il diritto nazionale dalle offese.
II vostro infortunio è danno comune, e sarebbe anche vergogna nostra se dimenticato. Ma ciò non è; pur quando l'egoismo inspira gli atti di un Governo, non può corrompere la coscienza di un popolo. Esso sa che le Provincie che ancora gli mancano, sono gli sbocchi più facili alla rapina dello straniero, e che rivendicandole ricupererà r onore nell'interesse della difesa. Ricorderà i loro patimenti e le ardite dimostrazioni non comprese dalla violenza, né placate dalle lusinghe, e la cooperazionc presa ai lutti, alle glorie, alle battaglie della Patria Italiana. La causa vostra è dunque anche sua, ed io mi auguro di poterle consacrare non solo la parola, ma la vita.
Accogliete, o benemeriti Cittadini e degni interpreti del pensiero nazionale, un fraterno saluto dal vostro
Devoto Benedetto Cairoli. Al Comitato di Gorizia.
La risposta dì Benedetto Cairoli dovette essere stata consegnata dall'avvocato FabrisBasilisco a Carlo Favetti, il quale come vedremo era ritornato a Gorizia il 2 settembre, dopo nn viaggio in Italia e nel Trentino.
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Le dimostrazioni triestine contro il dominio temporale, dal 9 al 15 luglio, avevano acquistato tosto un carattere antigovernativo, la loro ripercussione era avvenuta anche a Gorizia, come lo rileviamo dal seguente rapporto confidenziale, dell'agente segreto Brenta al direttore di polizia Krauss e da questi subitamente portato a conoscenza del ministro conte Taaffe e del luogotenente di Trieste barone Back:
Ieri mattina pella Citta apparvero iscrizioni di Morte a Bach, forca a Bach facendovi anco la figura del patibolo, e ciò mediante carbone o matita chinese che furono ben presto coll'acqua levate ma non bene per cui più tardi venn'uato il cloruro di calce.
Nel dopo pranzo poi venne sparsa la voce che col mezzo postale fossero ad alcuni preti indirizzate lettere anonime con esortazione di partire da Gorizia sotto comminatorie minacciose, e che ima lettera pure venisse diretta al prete predicatore del 28 passato mese avvertito di non permettersi alcuna predicazione ulteriore offendente il progresso mentre altrimenti alla discesa del pulpito sarà fatto a brani, e ciò in sicurezza che oggi dopo pranzo debba predicare in Duomo toccandogli di turno.
Favetti prima dei giorni avventurosi 11,12 e 13 di cotesta Città vi si recò e fu permanente a cotesta parte fino il 16 che qui fece ritorno, partendo poscia per Udine forse ad informare i reazionari dell'avvenuto, correndo grave sospetto, ch'egli non fosse estraneo a quegl'awenimenti in Trieste.
Gorizia: Domenica mattina 19-7-868.