Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1938>   pagina <1391>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 1391
Alle 9 la guarnigione assisteva alla messa nella chiesa di Sant'Igna­zio, alle 10 invece tutte le autorità assistevano a quella celebrata in Duomo dal principe arcivéscovo.
Tali festività avevano dato sui nervi ai nostri patriotti uno dei quali, Carlo Blasig, era stato prescelto per il lancio d'un petardo sotto l'atrio del Palazzo de Stabile in Piazza Grande, in cui aveva sede 1 austriacante Casino Concordia , che, per quella sera, aveva indetto un trattenimento e l'inaugurazione d'un ritratto ad olio rappresentante l'imperatore.
Il petardo era scoppiato con grande fragore alle 19 e 45 minuti.
Nel mentre la polizia stava attivamente cercando il petardiere, concentrando i sospetti sul Blasig, anche per le informazioni avute sul suo conto, dal fotografo Ferdinando TrSster, la mattina del 22 alle 9 e 45, prima della messa pontificale delle 10 per l'inaugurazione della sessione dietale, era scoppiato, in un confessionale del Duomo, un altro petardo.
La polizia procedette nella stessa sera al suo arresto; la perquisi­zione domiciliare effettuata contemporaneamente fruttò all'autorità molta corrispondenza compromettente.
Nello stesso rapporto (N. 1842 Bis.) del 4 settembre con cui il Krauss comunicava al ministero della difesa del paese che erano già stati interrogati tre testimoni d'accusa contro il Blasig, partecipava pure che Carlo Favetti era rientrato in patria il 2 settembre dopo aver fatto un giro in Italia e nel Trentino, quale agente della società di assicurazioni Assicurazione di Milano .
Ed ecco come l'agente segreto Martin riferiva in un suo rap­porto, dell* 11 settembre, al Krauss il ritorno di Carlo Favetti in Gorizia:
N. 1907. Bis. L'ex segretario comunale di Gorizia Carlo Favetti, proveniente questi giorni da Firenze in vagone di II classe, a Udine discese dal vagone e si unì ai due emigrati Goriziani di nome Lorensig e (Antonio Corgnolan detto Toni) Chia-maruzza (cameretta), i quali Io attendevano alla stazione, e si trattenne seco loro circa ora, salito nuovamente nel vagone prosegui per Gorizia
A Gorizia poi verso le ore 9 di sera vidi entrare in una stanza riservata dell'al­bergo Pfcifer (Faifer) il Favetti con tutta la società Garibaldina, cioè: Gemente Ria-viz, Antonio Tabai (cognato dell'arrestato Blasig:), Martino Ciuk (Zuccbi), Anto­nio Braidot (Braidotti), Francesco Marega, Alfredo Borami, Giuseppe Dellagata (Dell'Agata), Michele Brasa, Giovanni Battista Rasatti, Antonio Basami, certi (Nicolò) Budau e (Giovanni) Miseri, i quali tutti ordinarono da berrò e mangiare.
D Favetti raccontava a quella assemblea l'accoglienza immensa che ebbe in Italia e massimamente a Milano, ove prese alloggio all'albergo alla Pace, ebbe delle visite da persone di grado elevato, poscia disse: che nel regno d'Italia si sta formando una società segreta la quale porta il nomo di vendetta di Metara, la quale ha lo