Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1938>   pagina <1392>
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Ranieri Mario Cassar
scopo di punire colla morta i nemici dell'uni tu Italica, a quali parole il Francesco Marega disse: Qui a Gorizia ne abbiamo di molti che ci sono nemici, ed io racco­mando alla società il fotografo F(crdinond)o Trocster che causa di esso il povero (Carlo) Blasig è in prigione, quantunque la Polizia mi sequestrò un revolver, io grazie al cielo ne sono munito d'un altro, il quale saprebbe servire con tutto zèlo il Troester .
Questa società rimase in quella locanda fino le ore 2 ant: Le dette riunioni vi hanno luogo giornalmente e durano fino al mattino, e se pel caso in detta locanda si porta qualche organo di Polizia, Toste rende istantaneamente avvertita la società.
Il Favetti quasi mensilmente si porta nel regno d'Italia e le molte volte non monta alla stazione ferroviaria di Gorizia, ma mediante vettura si fa condurre per la via di Cividale passando per il Coglio.
Alle vigilie di qualche solennità di Gorizia, come pel natalizio di S(ua). M(aestà). od altro, l'emigrato Chiamaruzza si reca da Udine a Gorizia attraversando travestito il Coglio, sicché con tutta probabilità egli è quello che reca a Gorizia i petardi, proclami e bandiere tricolori.
Con tutta coscienza si può affermare che a Gorizia il partito avverso al Governo Austriaco è di molto più forte e serio che quello esistente a Trieste e quali capi di detto partito si possono con certezza nominare: Carlo Favetti, gli avvocati (dott. Giovanni) Rismondo, (dott. Giuseppe) Deperis e (dott. Giovanni) Iona.
Le notizie, contenute nel rapporto del Martin, corrispondevano pienamente al vero, ciò che dimostra che il confidente della polizia era uno del contorno stesso del Favetti.
n processo contro Carlo Blasig venne tenuto presso il tribunale provinciale di Trieste sotto la presidenza del consigliere Uhrer coli'intervento dei consiglieri ZSrrer e Nadamleskij, quali votanti, procuratore di stato il dott. Defacis 1*11 gennaio 1869.
Nonostante la brillante difesa del patriotta dott. Antonio Vida-covich, del foro di Trieste, il Blasig per i fatti d'esplosione di petardi, avvenuti a Gorizia li 18 agosto nel vestibolo del Casino della società Concordia e li 22 agosto nella chiesa del Duomo, venne dichiarato reo dei crimini di perturbazione della pubblica tranquillità previsto dal 65. a C. P. e dall'art. II della legge 17 dicembre 1862, n. 8, come pure di perturbazione della religione contemplato dai 122 b e 123 C. P. e condannato perciò alla pena di 4 anni di carcere duro, inasprito con 8 giorni d'isolamento alla fine d'ogni semestre.
Pochi giorni dopo il Blasig, sotto forte scorta di gendarmi, veniva condotto ad espiare la condanna nel penitenziario di Gradisca.
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Il Governo per assicurarsi un appoggio della popolazione nella Venezia Giulia come già dicemmo cercava di favorire l'elemento slavo procedendo all'organizzazione delle masse sotto varie forme.