Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1938
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pagina
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1393
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Gorizia ottocentesca, ecc. 1393
Già vedemmo che cosa era successo in Gorizia la terza festa di Pasqua (14 aprile) e in Trieste nella prima metà di luglio in cui gli slavi del territorio carsico, formanti il battaglione di guardie territoriali, la notte del 13 aveva preso a fucilate la folla.
Tra i numerosi feriti erano rimasti uccisi lo studente Rodolfo Parisi, colpito con ventidue colpi di daga, e l'operaio Francesco Sussa.
La guerra ad oltranza tra l'elemento italiano, perseguitato in ogni modo dall Austria, e quello slavo, protetto invece con ogni mezzo, era dichiarata.
Tale battaglia doveva ottenere il suo crisma nel comizio pubblico che doveva tenersi a Sambasso presso Gorizia, il giorno 18 ottobre, e doveva diventare la pietra miliare della propaganda slava nella Venezia Giulia.
Il giorno 13 ottobre era apparso sugli albi della Venezia Giulia un manifesto di carta bianca stampato con caratteri azzurri e rossi che venivano così a formare il tricolore slavo che portava l'intestazione: Evviva la Slovenia!. Con lo stesso, 25 nazionalisti slavi consiglieri comunali e deputati di et ali della Venezia Giulia, invitavano tutti i consenzienti d'intervenire al comizio ( Tabor) che si sarebbe tenuto il giorno 18 ottobre a Sambasso presso Gorizia, per fissare le richieste ed esporre i desideri della nazione slava. Le prime erano: 1. Riunione di tutti gli Sloveni in una provincia con una sola Dieta; 2. Lingua d'istruzione slovena in tutte le scuole; 3. Istituzione di un'accademia (facoltà) di diritto in Lubiana; 4. Impiego di Sloveni negli uffici; 5. Concessione di tutti i posti a gente di questi luoghi. I secondi: 1. L'uso della lingua slovena negli uffici parrocchiali; 2. Istituzione di alcune caposcuole (istituti magistrali) nel Goriziano in cui si sarebbe pure dovuta insegnare l'istruzione agraria.
Il timore dell'autorità politica, che per questo comizio scoppiassero dei tumulti in Gorizia, era tale da far chiedere al consigliere di luogotenenza de Pinola presenza del comandante di divisione di Trieste per mettersi a capo delle truppe stanziate in Gorizia, che nell'eventualità si sarebbero scagliate contro i cittadini.
Infatti il tenente feldmaresciallo comandante la settima divisione, residente in Trieste, comunicava con la sua nota n. 2393 del 13 ottobre alla luogotenenza che sarebbe già partito il giovedì (15 ottobre) per Gorizia, ove contava di rimanere per 8 giorni a disposizione militare del barone de Pino, per il comizio di Sambasso.
Il capitano distrettuale del circondario di Gorizia, titolo assunto col 31 agosto in base alla legge 19 maggio 1868, n. 44 dal