Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1938
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pagina
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1397
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Gorizia ottocentesca, ecc, 1397
e della pubblica sicurezza in Vienna ed a quello della luogotenenza in Trie ste con quest'aggiunta:
Da una notizia confidenziale seppi, che allorquando i Goriziani giunsero al posto di confine Cavrina, davanti una casa di contadini, vennero accolti con il grido: Viva l'Austria e ch'essi risposero: Morte all'Austria! Viva l'Italia! Viva Garibaldi! perciò vennero bastonati e presi a sassate, di questi venne specialmente colpito il Gapellan,
La luogotenenza, che aveva diretto al capitano distrettuale di Gorizia, copia del rapporto Bresciani ricevette, il giorno 25 ottobre, la seguente nota dal barone de Pino:
N. 92 P. Con riferimento allo stimato scritto del 20. ottobre a. e. W. 2176 mi pregio comunicare quanto ebbi a rilevare in merito all'oggetto.
Il giorno 18 ottobre si portarono da Gorizia a Palma circa cinquanta individui con alcune signore, per assistere al giuoco della tombola che si teneva in occasione di festività.
La maggioranza di queste persone esaltate appartiene al partito antiaustriaco, tra queste si trovavano (Carlo) Favetti, (Antonio) Tabai, (Clemente) Riaviz e quegli individui nominati nel rapporto confidenziale.
Al loro ritorno con gli omnibus vennero accolti al confine con scherni e gridi, di modo che alcuni scesero e rifecero una gran parte della strada a piedi sino a Palma. Ih Palma stessa secondo quello che mi si assicura da parte degna di fede vennero accolti con fischi, da alcuni che si erano già dimostrati contrari durante i discorsi antiaustriaci da loro tenuti, per cui Favetti, Riaviz e Tabai abbandonarono disgustati subitamente Palma per portarsi in Udine, da dove appena la mattina del 19 qui giunsero.
Cappellani ed un altro giunsero qui la sera, furono accolti al confine con schiamazzi, però egli si tolse presto di là con la sua carrettina. Il suo maltrattamento è inventato, ciò mi è stato assicurato tanto da parte di Visco e dintorni quanto da qui e l'Ito potuto constatare anch'io che invitai il Cappellani presso di me e gli parlai.
Gli altri reduci con gli omnibus vennero avvertiti di stare attenti dalle guardie di finanza italiane, che avevano udito parlare del Cappellani, e giunsero qui per una altra parte. La maggioranza dei gitanti ritornarono appena l'indomani mattina a Gorizia.
Il Marega dev'essere quel tale che faceva sventolare e portava la bandiera a
Palma.
Da quanto posso apprendere da pia parti la dimostrazione a Palma è fallita e
non ha avuto nessun consentimento.
Chi sia stata la signora mentovata nel rapporto, non mi è stato possibile di
scoprile.
Io mi permetto d'altronde di osservare che una constatazione di tutto l'accaduto, per iniziare la procedura, riesce del tutto impossibile e che il miglior insegnamento per i dimostranti sia stato l'insuccesso avuto al di qua e al di lù del Torre
Tanto il direttore di polizia in Trieste che il capitano distret-tuale in Gorizia erano del parere di desistere da ogni ulteriore