Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1938>   pagina <1402>
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1402 Ranieri Mario Cossàr
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Prima, di più oltre proseguire, diremo di un fatto di una certa gravità, venuto a conoscenza dell'autorità politica, in seguito ad una lettera inviata direttamente al ministro conte Taaffe.
Il giorno 12 ottobre giungeva al predetto ministro una lettera, proveniente da Gorizia, portante la data del dieci e la firma Antonio Leschiah, con la quale veniva avvertito che a Gorizia esisteva un comi­tato rivoluzionario i cui membri erano provvisti di rivoltelle e di pugnali, portanti la leggenda: Gorizia libera .
Le pratiche svolte in Gorizia, per rintracciare l'Antonio Leshiah, a nulla approdarono; un Antonio Lesiak di Trieste, abitante al numero 94 di via Commerciale, si trovava invece quale inquisito, per disonestà, agli arresti in Trieste;
Da ciò il sospetto, del direttore di polizia Krauss, che sotto il pseudonimo di Lescniah si nascondesse uno dei soliti confidenti , che informavano direttamente il ministro in Vienna, quasi a controllo delle autorità competenti nella Venezia Giulia.
Da un rapporto, del 10 ottobre (N. 2137 Ris.), risultava che le rivoltelle ed i pugnali, con il motto: Gorizia libera, venivano confe­zionati nell'officina di Giacomo Menegon in Brescia, probabilmente su ordinazione di Pietro de Carina, rappresentante del e Comitato dell'emi­grazione di Gorizia, Istria e Trentino .
I pugnali erano triangolari, portavano ciascuno un numero pro­gressivo ed il timbro, del Comitato predetto esistente in Udine, inciso da Carlo Santi in Udine.
Da confidenze avute Clemente Riaviz, Martino Ciuk (Zucchi) e Giovanni Miseri dovevano essere in possesso di tali pugnali numerati.
Contemporaneamente risultava che trasmettitori della corrispon­denza, tra l'emigrazione in Udine ed i suoi consenzienti in Gorizia, erano Antonio Corgnolan detto Ciamaruzza, Carlo Laurencic geometra in Gorizia e Carlo Cristofoletti già impiegato steurale in Cormons.
Le investigazioni, basate sempre su comunicazióni di agenti segreti, si tirarono inutilmente in lungo e poi tutto fu posto a tacere.
L'agente Martin, dopo le sue confidenze alla direzione di poli­zia in Trieste, induceva costei a spiccare il seguente telegramma cifrato, in data 3 dicembre, al commissariato di polizia in Cormons:
2455 Ris. Giuseppe Foidiga, caffettiere da Gorizia, d'anni venti, statura media, magro, pallido, biondo, è transitalo ieri per cola alla volta di Brescia, per andare prendere dei pugnali, come viene asserito.
Al suo ritorno sottoporlo: ad una accurata visita, comunicare l'esito.