Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1938
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pagina
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1404
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1404
Ranieri Mario Cossàr
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U 19 dicembre il direttore Krauss comunicava (N. 2583 Ris.) al ministero della difesa del paese e della pubblica sicurezza in Vienna che il Favetti, per tema di venire imprigionato quale inquisito, per la dimostrazione antiaustriaca di Palmanova, era fuggito in Italia.
Successivamente il Krauss dirigeva a quel ministero una nota (ad N. 2583 Ris.) del 21 dicembre con cui gli partecipava che sul giornale di Trieste II Cittadino era apparsa, il 20 dicembre, la lettera del 18 dicembre scrittagli dai Favetti da Udine, con cui questi smentita la notizia, comparsa sul giornale, della sua fuga in Italia per paura di venir arrestato, ma ch'egli s'era portato in Udine il 12 dicembre, per organizzare l'agenzia per tutto il Friuli della Reale Società d'assicurazione sulla vita.
Il 24 dicembre compariva nella colonna degli atti ufficiali dell'Osservatore Triestino ed il 30 dicembre, su quelle del Foglio di Polizia, pubblicato dall'i, r. direzione di polizia la seguente circolare d'arresto:
N. 1218, 8227. Avviata contro Carlo Favetti del fa Giuseppe nato in Gorizia d'anni 49, Segretario in Pensione di quel Municipio, l'inquisizione speciale per crimine di perturbazione della pubblica tranquillità, prewista dal 65, Ut. a. C. P. e risultando essersi egli reso latitante si decreta in suo confronto l'arresto inquisizionale e si ricercano per l'effettuazione tutte le 1.1. R. R. Autorità di Pubblica Sicurezza e Comunali come pure 1*1. R. Corpo di Gendarmeria per la sua traduzione in queste carceri criminali.
Dall' I. R. Tribunale Provinciale
Trieste 24 Decembre 1868.
Il bilancio del 1868 non poteva chiudersi più tragicamente per i nostri patriotti, l'arresto del Blasig, la fuga del Favetti ed il prossimo arresto di altri quattro ferventi apostoli dell'italianità, Giovanni Periz, Martino Ciuk (Zuccbi), Clemente Riaviz e Giuseppe Penaucig, sarebbero stati motivi più. che sufficienti per deprimerli, ma invece ciò non fu.
Le sciagure servirono a vieppiù vivificare la fiamma del più puro patriottismo.
I ni.
Il 1869 trovava Carlo Favetti emigrato in Udine, ove un posto presso la Reale Compagnia di Assicurazione in Milano gli dava modo di potersi guadagnare la vita.
Antonio Tabai cognato di Carlo Blasig, che doveva venire giudicato, il giorno 11 gennaio, per l'esplosione dei petardi avvenuta nell'agosto dell'anno precedente si era pure sottratto all'arresto per le dimostrazioni in Palmanova, rifugiandosi in Udine.