Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1938>   pagina <1409>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 1409
Tutti i condannati;produssero ricorso contro la sentenza, iJ quale fn però respinto; in seguito a ciò essi rivolsero preghiera all'imperatore, per venire graziati. In tale attesa vennero posti a piede Ubero, ed il Cink, (Zucchi) approfittando di tale circo­stanza, riuscì a riparare oltre il confine. Gli è perciò che sul Foglio di polizia del 31 maggio nelle rubriche d'arresto troviamo la seguente circolare:
Ciuk Martino, sedicentesi Zucchi. da Gargaro, domiciliato in Gorizia, d'anni 46, ammogliato, trafficante, allo di statura, di corporatura robusta, faccia ovale, colorito rosso, capelli grigi, occhi scuri, vestito civilmente, condannato per crimine previsto dal 65 C, P. a 7 mesi di duro carcere con sentenza 8 marzo 1869, n. 1218, 8227, dell'infrascritto I. R. Tribunale Provinciale.
Resosi ora latitante s'interessano tutte le autorità cui incombe il mantenimento dell'ordine pubblico, di procurare l'arresto del ricercato e di farlo tradurre nelle carceri criminali dell' I. R. Tribunale Provinciale.
Trieste 1 Maggio 1869.
* * *
Il 15 marzo era partita, da Firenze per Venezia, mia commissione incaricata di felicitare l'imperatore per il suo viaggio a Trieste.
Il giorno precedente al suo arrivo in Trieste, si erano progettate anche in Gorizia, delle dimostrazioni ostili.
L'agente segreto Martin , recatosi appositamente alla direzione di polizia, convinceva quel direttore dell'opportunità di trasmettere il seguente telegramma cirrato al capitano distrettuale barone de Pino in Gorizia:
Per questa sera (18 marzo) devono essere indette delle dimostrazioni politiche davanti il capitanato distrettuale, il caffè Europa, l'arcivescovado, il giardino pub­blico ed il teatro. Esecutori: (Antonio Corgnolan detto) Chiamaruzza, Antonio Vidrig e Giovanni Mighetti.
Ma se le misure tosto prese dalla polizia in Gorizia poterono impe­dire le dimostrazioni, a base di petardi, per quella notte, non valsero ad impedire la circolazione del manifesto in appresso, per le espressioni dell'imperatore rivolte al podestà di Trieste il giorno di San Giuseppe, 19 marzo.
Goriziani e Terrìtoriani.
L'eco del nome cui oggi V Italia inneggia, porta il tumulto nel nostro cuore. Quel nome, dietro a cui più. volte in procella si levò la Nazione per acquistare le disputate xive e di cui la folgore tre volte nel sangue d'Aspromonte e di Mentana e sui traditi sepolcri del Trentino s'arrestò ma non si spense, a noi cbiede costanza!
Già troppo lo straniero facendosi sgabello dèi deboli che nella febbre di false carezze non s'accorgono tener la guancia da vile schiaffeggio arrossita e' irride e si vanta d'averci tutti comprati.