Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1938
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pagina
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1410
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1410 Ranieri Mario Cossàr
Su via! Ricacciategli nella strozza la bassa calunnia, - rovesciate nel fango r falsi suoi doni e quelle franchigie e libertà, che sono degne della cappa di un buffone, non dei figli d* Italia.
Ditegli che pel suo bacio di Ginda non abbandoneremo mai allo stupro l'unità della patria l
Lo stendardo tedesco non allignerà giammai coi suoi fiori di morte, E giallo ed il nero, al di qua del Brennero, al di qua delle Giulie.
Goriziani e Territoriahi!
Così solo, strenuamente combattendo, non sarà da tradita fede contaminato il saluto che oggi mandiamo al padre nostro - e come pugnale avvelenato si conficcherà nel cuore dell'Asburgo, il grido:
Evviva Giuseppe Garibaldi! Evviva VItalia una!
Una comunicazione d'un confidente al barone de Pino e da questi trasmessa (N. 74 Ris.) il 31 marzo alla luogotenenza faceva scoprire agli agenti di polizia, la sera del 28 marzo, tre petardi nella nicchia del muro di cinta d'un giardino, situato a poca distanza dal teatro.
A giudicare dalla qualità della polvere pirica, i petardi provenivano da Udine; erano della solita forma, intrecciati di filo di ferro, portavano un cartellino di latta ed un altro di carta, su cui v'era scritto: Apertura Nuovo Comitato Goriziano .
H de Fino per non oltre irritare la popolazione goriziana, con delle inquisizioni e perquisizioni domiciliari, in un mese in cui si erano rallentati i dissapori politici, aveva stimato prudente di non iniziare un processo per tale scoperta e di riservarsi di fare le ulteriori investigazioni in tutta segretezza.
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Le cortesie tra l'Austria e l'Italia, avevano culminato col conferimento del Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro al tenente maresciallo Mò ring, al quale il 3 aprile, veniva offerto in Firenze, a nome di S. M. il Re, un grande pranzo militare dal Presidente del Consiglio dei ministri e con l'elargizione di duemila fiorini, fatta da S.M. il Re, per l'erezione del monumento all'Imperatore Massimiliano del Messico, fratello dell'Imperatore d'Austria, in Trieste.
Tali avvenimenti avevano dato motivo alla lettera, che in appresso pubblichiamo, indirizzata dal rappresentante dell'emigrazione politica