Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
<
1938
>
pagina
<
1411
>
Gorizia ottocentesca, ecc.
in Udine, Pietro de Carina, al direttore del giornale militare in Firenze L*Esercito:
Onorevole Signor Direttore 1
Mentre gran parte d'una spensierata stampa applaudi senza riserve alla strana costellazione sul nostro cielo politico, ed anzi che prenderne occasione di ricordare le escluse Provincie del 1866, passava sulle loro catene a stringere la mano al nuovo amico d'oltre alpe, ingannando il mondo sul vero senso patriottico degli italiani e causando l'avvilimento e lo sdegno di coloro cui è bandiera il completo trionfo della causa nazionale; le generose parole, onde la S. V. nel suo Giornale del 3 corrente dipinse il sentimento patriottico dell'esercito italiano sempre fedele alla tradizione della sua origine ed anelante anzitutto al giorno dell'ultima riscossa nazionale, scesero tanto grate al cuore della sottoscritta emigrazione da obbligarla alla più viva riconoscenza verso la S. V. pel nobile di Lei ricordo.
Sono parole che ci commossero profondamente dove Ella dice: Noi possiamo non essere più nemici dell'Austria, ma avanti di essere suoi alleati bisogna ebe paesino ancora molti anni, e bisogna che l'Austria stessa rammenti che ha tutt'ora sotto il suo dominio genti italiane, per la liberazione delle quali più che per altro, l'esercito italiano vorrebbe combattere .
Ed altrove: Supporre poi ebe effettivamente sia cessato ogni rancore fra l'Austria e l'Italia sol perchè il Generale (Enrico) Della Bocca è andato a Trieste ed il Generale Moring è venuto a Firenze, è lo stesso che disconoscere quanto l'esercito sia per cosi dire identificato nella causa nazionale e quanto aspiri a vederne compiuto il definitivo trionfo ,
Si dessa sarebbe un'onta, tale supposizione: onta cui certo non fa d'uopo da noi stessi aggiungere ai tanti affronti, onde Austria ci onora; quell'Austria, che mentre con un braccio spinge la destra del suo imperatore nella destra del Nostro -Re, coll'altra agita beffardamente lo scudiscio sulle più sacre aspirazioni degli italiani e ci strappa le fascie dalle più dolorose ferite del passato.
Sono pegni d'amicizia leale le fortezze che oggi stesso si erigono nel Trentino, colle bocche dei cannoni rivolte contro la bandiera del Regno, perchè bandiera delle aspirazioni di quello sciagurato paese ? od è pegno d'amicizia leale il poliziesco procedere onde dal governo di Vienna si terrorizza chi neh" Istria e nel Goriziano azzardi pur di ricordarsi in sogno d'essere nato italiano mentre si concede non solo ogni libertà ma si favorisce perfino ogni licenza alle mene panslavisticbe importate da Lubiana per soffocare l'italianità di quei paesi?
Sono pegni d'amicizia l'inaudito processo contro quasi duecento cittadini Goriziani, e le dure condanne inflitte ad una parte di loro dall' iroso i. r. Tribunale (provinciale) di Trieste, pel solo motivo che la loro fortuita presenza a Palmanuova nell'anniversario del Plebiscito 18 ottobre scorso anno era stata da quella città e dall'emigrazione festeggiata con fraterna dimostrazione?
È un pegno d'amicizia la ridicola intolleranza onde l'istcsso Tribunale in nome di S. M. l'imperatore vietava giusta il 65 del Codice Fonale, incriminata di perturbazione della pubblica tranquillità, una nuova carta d'Italia dei tipografi Pinot e Sagaire di Genova, perchè dessa segna i confini del nostro paese in sul versante delle Giulie e del Brenneroì .... Ma v*è di più!
Alle coste dell'Italia che prospettano la nostra Venezia si sbattezza dei loro antichi nomi due isole dell'Adriatico per fregiarle, quasi a scherno dell'italianità
1411