Rassegna storica del Risorgimento

NICCOLINI GIAMBATTISTA ; PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO ;
anno <1938>   pagina <1421>
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VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
LETTERE D'ILLUSTRI ITALIANI A MELCHIORRE MISSIRINI
Offro ai lettori di questo periodico sette lettere inedite, indirizzate da Giambattista Giuliani, Giorgio Trivulzio, Giambattista Niccolini, Pietro Giordani, Ferdinando Ranalli, Carlo Muzzarclli, Vincenzo Gioberti, all'abate Melchiorre Missióni (1773-1849), ricavandole dall'apposito fondo, che si conserva nella civica Biblioteca di Forlì.*)
Le missive sono quasi tutte spedite dai committenti a Firenze, palazzo Digny, ove il forlivese abitò dal 1829 all'ultimo giorno di sua vita.
L'abate MisarrÌTii, universalmente stimato per la sua cultura classica, ebbe anche fama di poeta delicatissimo, di chiaro letterato, e rivolse di preferenza i suoi studi alle opere dell'Alighieri, a questioni artìstiche, alla storia, alla filosofia, all'epigrafia. 2)
Vincenzo Camnccini ne dipinse il ritratto, Antonio Canova ne modellò l'effige in bassorilievo; Giuseppe Girometri la scolpì in rame.
Giambattista Giuliani di Canelli. volle sottoporre al giudizio del dotto abate i primi Saggi di un nuovo commento della Divina Commedia, che apparvero poi stampati a Genova nel 1846. Il Missiiini aveva già pubblicati nel 1830-32 il volume delle memorie di Dante, il commentario intorno all'amore di Dante e al ritratto di Beatrice, le osservazioni sul Mausoleo dantesco in Santa Croce', nel 1842 uscì la Vita deWAlighieri. Quest'ultimo lavoro lo collocò d'un tratto tra i più insigni dantisti del tempo; e non fa meraviglia che il Giuliani si rivolgesse con garbo e con deferenza al maestro, per averne consiglio.
Ai primi Saggi, il Giuliani fece seguire nel 1848 il volume Détta riverenza di Dante Alighieri al Pontificato di Roma e del Veltro allegorico', nel 1854 il suo Dante spiegato con Dante, nel 1861 il Metodo di commentare la Divina Commedia, consoli­dando in tal guisa la sua rinomanza di ottimo linguista e di sagace interprete della Divina Commedia.3)
H Conte Giorgio Trivulzio si affrettò a ritirare dall'abate una copia della cennata Vita di Dante, la quale raccoglieva sempre dagli studiosi ogni consenso, e le copie dei ritratti di Dante e di Beatrice, sui quali il Missirini aveva riferito. Il documento del Conte Trivulzio attesta una consuetudine di studi e di ricerche letterarie non tanto comuni.
Giambattista Niccolini nomina nella sua lettera la vedova di Paolo Demidoff, aio del Conte Nicola, che combattè contro i Turchi e contro Napoleone, ed ebbe per deliberazione del Comune fiorentino l'onore di una via ai Lungarni, a lui dedicata. Tanto
i) Debbo qui ringraziare sentitamente la direzione della Biblioteca Comunale di Forlì, e specialmente il doti. Antonio Mani belli, che molto cortesemente consentirono la trascrizione degli autografi, di cui si parla.
2) Vedasi l'elenco delle opere del Missióni alla fine di questo saggio.
3) VALENTE TL, G. B, Giuliani e il suo carteggia con insigni dantisti, in Rivista d'Italia, gennaio 1914; Lettere inedite di Gino Capponi a G. B. Giuliani, in FanfuUa della Domenica, 33, 18.