Rassegna storica del Risorgimento
NICCOLINI GIAMBATTISTA ; PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO ;
anno
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1938
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pagina
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1423
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Lettere d'illustri italiani a Melchiorre Missirini 1423
Dal Palazzo Rinuccini, 24 giugno 1846. Pregfmo e Gentfmo Abate Missirini,
U mio domestico si presenterà da Lei per prendere la Vita di Dante, da Lei pubbli' cala, la quale Ella così gentilmente mi ha voluto favorire, come pure prenderà i ritratti di Dante e Beatrice, dei quali a mia richiesta Ella si è compiaciuta spropriarsi acconsentendo a ricevere qualche oggetto in cambio.
Io non ho termini per esprimer Le la mia riconoscenza per tante gentilezze sue e desidero mi si presenti Voccasione per mostrarmile grato quanto vorrei, ma giammai quanto Ella meriti.
Gradisca i sentimenti di stima, mentre ho l'onore di dirmi
Suo dev/mo Giorgio Trivulzio.
{senza data) Carissimo Missirini,
Al Signor Luigi Ciardi che ti recherà questa lettera vien supposto che la vedova del Conte Paolo Demidow cerchi un precettore per suo figlio. H giovine che t'invio è capacissimo d'adempire l'ufficio richiesto, ha costume illihatissimo, ed è preso da grande amore pél Dante, del quale hai così degnamente scritta la vita. Piacciati dunque di raccomandarlo caldamente, ove possa, alla Vedova Demidow col mezzo della Principessa sua cognata, e credimi
tuo afflino amico Giambattista Niccolini.
Venerdì 3 dicembre 1847. Mio caro Missirini,
Voglio ringraziarvi molto e subito. Ricevo or ora il libretto delle vostre poesie, che ben presto godrà. Quanto vi sono obbligato e grato del pensiero tanto cortese e benevolo di favorirmene! La molta distanza e il tanto lungo silenzio non hanno punto diminuita la vostra bontà. Voi, come bravo (e raro) italiano, riverisco e ringrazio del bene e dell'onore che fate alla nostra nazione. Delle miserie di questo paesaccio mio non vi dirò niente. Mi rallegro e mi consolo pensando che voi altri dobbiate star meglio. Vi prego che seguitiate a pensare così benevolmente a me: io povero vecchio, già caduco, sarò fino all'ultimo
spirito
vostro dev/mo e aff/mo
Pietro Giordani.
(senza data) Di casa, giovedì. Mio carissimo amico,
Subito ho letto i tuoi sermoni: e lascia che subito ti dia mille baci in fronte, che io non ho letto cosa pia bella e più opportuna. Bravo, mille volte bravo. Te lo dico col cuore sulle labbra, e puoi credermi, giacché sai come penso, e sai pure che io non adulo nessuno. Piuttosto sto zitto: ma se mi lascio andare in lodi, è segno che sono infiammato dalla bellezza dei tuoi santissimi versi. Uno di questi giorni vedrai un mio scrittarello, che spero non debba spiacerti, consuonando colle tue idee, che sono infine le idee della Ragione