Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; PIO IX
anno
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1938
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1437
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Libri e periodici 1437
Anche le aspirazioni ali* indipendenza e alla libertà e le trame contro l'aborrito nemico, le quali ai svolgono nelle valli dell'Adda con fecondi fermenti; non suscitano dapprima qui che qualche timida eco. Vi è a questo proposito un severo Rapporto al Governo provvisorio centrale di Lombardia, in data 21 maggio 1848, del Commissario di Governo in Valtellina Maurizio Quadrio contro il Comitato di salute pubblica bormicse, soprattutto in riguardo al segretario di esso Lorenzo Bracchi. Però è doveroso riconoscere che, sistemata successivamente la preparazione civile e militare nello affluire continuo dei volontari, Bormio sopporterà con coraggio sacrifici e pericoli e coopererà essa stessa, nella grande maggioranza, alla difesa dei confini, malgrado ancora si palesino opposizioni, esitanze, proteste.
E più tardi, quando Carlo Alberto tenterà la riscossa nazionale contro gli Asburgo, anche i Bormiesi si recheranno numerosi quali volontari in Piemonte assieme con i valorosi compagni della grande vallata alpina.
Ma prove ormai indubbie di abnegazione e di patriottismo daranno i Bormiesi segnatamente nel 1866. Essi apprenderanno allora a proprie spese come non bastano i ghiacciai, le nevi eterne e le cime impervie delle grandi Alpi a difenderli dagli stranieri invasori e dominatori se non sono saldi il cuore e le braccia degli abitanti. Per tutto il periodo delle operazioni militari Bormio rimarrà mobilitata in permanenza. L'organizzazione del servizio di informazione e di spionaggio, diretto dallo stesso segretario comunale Pietro Pedrazzini, funzionerà nel modo più perfetto, sebbene estremamente pericoloso, dato il passaggio continuo degli austriaci.
Nell'ultima guerra nazionale essi porteranno ancora il loro valido contributo, non dimcnticabile, alla causa nazionale. I battaglioni alpini Tirano, Valtellina, Stelvio raccoglieranno i più bei nomi delle famiglie bormiesi già distintisi nelle guerre passate e che si ricopriranno ancora di gloria. E quando nel giugno e nel luglio del 1918, l'autorità militare, durante il bombardamento austriaco più intenso, consiglierà ad emigrare, i Bormiesi non si moveranno, fiduciosi nei fratelli vigilanti in cresta, sicuri nei destini della Patria.
La vasta monografia che raccoglie tanti altri dati importanti, giuridici, economici e culturali, su cui forzatamente sorvoliamo, si chiude con l'elenco di tutti gli arcipreti bormiesi dal 1213 al 1933, di tutti i podestà dal 1249 al 1795 (distinti in tre periodi) e l'elenco delle famiglie nobili bormiesi con cenni particolari sui maggiori esponenti.
Adornano il testo una bella carta geografica dell'ex Contado, assai utile per seguire il corso degli avvenimenti storici, soprattutto per quanto riguarda le azioni militari svoltesi attraverso la catena alpina, e ventotto nitidissime zincotlpie, le quali riproducono le figure dei rappresentanti delle casate più illustri; le vedute dei più celebri castelli della Venosta; della sede dei vescovi di Coirà che parte non lieve ebbero nella storia del primo Medioevo, e dell'abbazia benedettina di Monastero che tante gentildonne bormiesi accolse tra le sue mura; della torre dell'antichissimo castello di 5. Pietro dominante il borgo distrutto dai Visconti nel 1325, e della torre del comune di Bormio come si presenta attualmente dopo i suoi molteplici rifacimenti.
MASINO CIRAVEGNA
DUFP COOPER, TàUeyrand. Biblioteca di Cultura storica, voi. V. Torino. Einaudi, 1938-XV1, pp. Xm-374. L. 25.
Monografia piacevole presentata in ottima traduzione, non è sicuramente opera di critica storica. Il Cooper rifugge dall'addentrarsi nel profondo delle questioni preferendo attenersi a quello stilo bonario e disinvolto, di cui ai compiacciono gì' Inglesi, ohe ben si presta ad animare i fatti e ad avvincere il lettore, ma, generalmente, s'accompagna con una certa superficialità divulgativa. Considerata come biografia romanzesca è una delle più serie tra quelle apparse in questi ultimi anni ed è in tutto degna del