Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <1456>
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1456 Vita dell'Istituto
nell'idea dell'unità: fa crisi soltanto nel modo di attuarla. Per un momento il federalismo tornò a sembrare più realizzabile perchè pareva toccare meno gli interessi vitali dei singoli Stati della penisola. Fu Mazzini, invece, che riprendendo l'idea che aveva animato il Settecento, riaccese la fiaccola, sollevò l'opinione pubblica, creò il movi­mento che portò al 1848 e alla prima guerra dell'indipendenza. Sul terreno pratico gli Italiani capirono quale Stato aveva veramente la volontà e la forza per prendere sulle sue spalle la causa d'Italia; essi confidarono nel Re di Sardegna che li seppe condurre all'Unità, e, oggi, nel nuovo clima fascista, all'Impero.
La relazione fu seguita con viva attenzione e calorosamente applaudita dall'adi' torio. Ad essa seguì mia esposizione di S. E. de Vecchi di Val Cismon che sottolineò l'importanza delle tesi sostenute dall'oratore, tesi che devono seguire come guida agli studiosi del Risorgimento.
S. E. il Presidente dichiara quindi chiusa la seduta e rinvia la discussione a domani. AHe ore 18 i congressisti hanno partecipato ad un ricevimento offerto in loro onore dal Podestà di Torino, nei saloni di Palazzo Madama. Fra le autorità presenti ricordiamo, S. E. Bottai, S. E. de Vecchi, S. E. il Prefetto e tutti i membri della Giunta centrale dell'Istituto. Il Podestà ha porto il saluto di Torino al Congresso, ringraziando S. E. de Vecchi per avere scelto la città sabauda quale sede della nostra riunione annuale.
Seduta del 9 settembre. La seduta si apre nel salone delle feste di Palazzo Madama aQe ore 9 sotto la presidenza di S. E. il conte Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon. È all'ordine del giorno la discussione sul tema centrale: L'idea unitaria nel Risorgimento. Prende la parola per primo il sen. Vittorio Cian che insiste sull'apporto dato dai letterati all'idea unitaria, fossero essi classicisti o romantici, perchè tra le due scuole non esiste assoluto distacco. Seguono il prof. Romano, che accenna alla figura di Melchiorre Gioia e infine il prof. Antonio Monti, il quale si dichiara d'accordo col relatore, on. prof. Ercole, sull'opportunità di studiare anche la corrente antiuni­taria nel Risorgimento, e ricorda a questo proposito, la biblioteca di Francesco II di Napoli, conservata nel Museo del Risorgimento di Milano. L'oratore porta poi a conoscenza del Congresso un recente acquisto dello stesso Museo, costituito da sessantadue lettere di Vittorio Amedeo II.
Chiusa cosi la discussione si inizia lo svolgimento delle comunicazioni. S. E. de Vec­chi dà la parola al prof. Annibale Alberti che tratta del Comitato esecutivo della Repub­blica romana del '49. Le notizie sono state tratte dai verbali del Comitato, recente­mente acquistati dal Regio Istituto per la Storia del Risorgimento- che in questi ultimi anni ha aumentato il suo patrimonio documentario con importantissime raccolte conservate, nel Museo Centrale di Roma. Attraverso questi verbali ci è dato seguire L'opera governativa del fortunoso periodo che va dal 15 febbraio al 17 aprile 1849, studiare la posizione giuridica del Comitato esecutivo, conoscere gli argomenti che riempirono le discussioni dei protagonisti, tra i quali emerge gigantesca la figura di Giuseppe Mazzini, che dal 17 marzo partecipò a tutte le sedute del Comitato. La importante comunicazione, seguita con viva attenzione dall'uditorio, fu alla fine caldamente applaudita. S. E. il Presidente ha disposto per la pubblicazione del­l'interessante documento*
Una relazione di notevole rilievo è poi quella del dott. Luigi Btdferetti, che si occupa degli Ampliamenti del regna sabaudo pensati tra il 1814 e il 1818 da alcuni illustri scrittori subalpini. Seguendo la politica italiana dei loro sovrani, èssi propo­nevano varie soluzioni, al problema del necessario ingrandimento del Regno di Sar­degna verso le regioni confinami della penisola, anticipando così i programmi del 1848 e del 1859.
Grande interesse suscita la relazione del dott. Gian Carlo Buraggi, il quale porta un contributo veramente notevole agli studi su Carlo Alberto e sulla organizzazione igiaridicoamministrativa del Regno di Sardegna, dando notizia di documenti finora