Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <1458>
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Vita dell'Istituto
Pontificio l'Avvocatura dei poveri cui era riservata la difesa dei processati per reati politici e illustra la figura di uno degli avvocati più rinomati: Pietro Giri.
S. E. il presidente sospende a questo punto lo svolgimento dell'ordine del giorno per dar lettura del seguente telegramma ricevuto da S. M. il Re Imperatore: <c I senti­menti che i Congressisti hanno voluto rinnovare mi sono giunti particolarmente graditi e di cuore ringrazio per L'amabile pensiero. Vittorio Emanuele. Il telegramma e ra in risposta a quello inviato all'Aiutante di Capo di Sua Maestà: XXVI Congresso Regio Istituto Storia Risorgimento grato altissimo onore inaugurazione da parte di Sua Maestà il Re Imperatore aprendo suoi lavori rinnova espressione sentimenti incrollabilmente devoti che hanno radice nella storia alt vogliate vi prego trasmetterli all'Augusto Sovrano. De Vècchi di Val Cismon.
Il Presidente dà poi la parola a S. E. il sen. Salata che dichiara di volere prospettare al Congresso due questioni: la prima riguarda la discussione svoltasi sul biennio 1848-49, la seconda quella sul Consiglio di Conferenza del Regno Sabaudo. La comunicazione del dott. Marchetti sull'alleanza tra il Governo sardo ed il Governo provvisòrio di Lombardia per la guerra contro l'Austria nel 1848 ha reso evidente specialmente dopo le precise e definitive contestazioni del Presidente, che su questo periodo esistono ancora parecchie zone grigie che varrebbe la pena di schiarire definitivamente. Occorre studiare gli aspetti della politica nazionale del tempo; è il caso di affrontare il pro­blema fondamentale dell'atteggiamento del Piemonte e quello degli altri Governi italiani rispetto ad esso, latore dell'idea fondamentale unitaria, unico a disporre degli strumenti atti alla sua realizzazione; è il caso insomma di impostare il biennio 1848-49 nella politica internazionale per vedere se, dopo una ricerca accurata, sia più il caso di dubitare che solo uno Stato abbia veduto con simpatia la rivoluzione italiana nel 1848-49: il Regno Sardo. Chiede perciò al Presidente che venga posto all'ordine del giorno del prossimo congresso proprio questo problema, affidandolo a uno studioso preparato che componga la relazione in tempo per farla conoscere ai congressisti prima della discussione.
La seconda proposta si riferisce alla comunicazione del conte Buraggi sul Consiglio di Conferenza del Regno di Sardegna. Richiamando l'attenzione sulla particolarissima importanza di questo Consiglio e del Consiglio di Stato d'allora, il sen. Salata propone che l'Istituto affronti l'opera della parallela pubblicazione, per le materie fondamen­tali, dei verbali e delle relazioni del Consiglio di Stato e del Consiglio di Conferenza. Ritiene che tale pubblicazione rientri non soltanto nei compiti dell'Istituto, ma sia anche un atto scientifico della massima utilità ed importanza. Quindi col consenso di S. E. il Presidente chiede al Congresso di voler benevolmente esaminare e votare il seguente ordine del giorno che reca le firme degli onorevoli Salata, Ercole, Orsi Pietro, Orsi Alessandro, Tournon, Bardanzellu, Lunelli e del prof. Rodolico:
Il XXVI Congresso del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano;
Udita la comunicazione del Sovrintendente del R. Archivio di Stato in Torino, conte Buraggi, sul nuovo ordinamento dato da Re Carlo Alberto al Consiglio di Conferenza del Regno di Sardegna;
Considerata l'importanza di questo organo centrale ed unitario dell'amministra­zione per il funzionamento dello Stato piemontese durante il regno di Carlo Alberto;
Tenuto conto della non minore importanza che va attribuita alla attività del Con­sìglio di Stato, creato dal Sovrano a preparazione, consultazione e controllo dello stesso Consiglio di Conferenza;
Atteso che dalla parallela conoscenza degli atti di ambedue questi organi supremi dell'amministrazione statale può essere posta in piena luce la organica opera di rico­struzione dello Stato piemontese, proseguita in ogni campo dal gran Re a costruire con l'erma fede e tenacia inllessìbile quello strumento decisivo, che, superando la crisi del biennio fatale, fu alla base delle realizzazioni del decennio successivo per l'indipendenza e l'unità nazionale;