Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1500>
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Carmela Trasselli
Intanto maturavano gli avvenimenti del gennaio 1793. Dopo la morte del Bassville il cardinal Zelada asserì di aver posto sotto processo alcuni popolani: non ho trovato traccia alcuna di ciò; mentre lio potuto ritrovare il processo contro alcuni impiegati dell'Ospizio di San Luigi dei Francesi, istruito in seguito ad un tumulto popolare.
L' 11 febbraio 1793 verso mezzogiorno, intorno a San Luigi dei Francesi vi fu una
insurrezione di popolo contro la persona di Antonio Rachet francese, sott'Ospedaliere in detto ospizio, col supposto che il medesimo in detta mattina, con positiva teme­rità, si fosse espresso con (un) servitore dell' E.nio Cardinal Segretario di Stato, che quando fossero giunte in questa Dominante le Armate Francesi, egli voleva uccidere il nostro Sommo Pontefice, come pure la prelodata Eminenza sua.
Il popolo tentò d'invader l'ospizio e la località fu presidiata dalla truppa, la quale arrestò il Rachet ed il cuoco dell'ospizio, tale Bory da Mannald (Bordeaux) già cuoco nell'altro ospizio di Tata Giovanni. I prigionieri furono rinchiusi in Castel S. Angelo, come rei politici, a disposizione della Segreteria di Stato; ma il Papa dovè personalmente intervenire a .dare la necessaria sanatoria all'arresto, derogando alle immunità di S. Luigi dei Francesi, ed ordinando l'apertura del procedi­mento penale (lettere della Segreteria di Stato al Governatore, 13 e 14 febbraio 1793). Dall'istruttoria i fatti non risultarono molto chiari; il Bargello stesso nelle sue indagini non potè accertare la sussistenza della primitiva accusa contro il Rachet; riscontrò solo che i due arrestati non osservavano le pratiche religiose. I due negarono tutto; il Bory tentò di accusare il compagno, pur ammettendo per proprio conto di aver avuto qualche simpatia per i rivoluzionari francesi, simpatia che era del tutto cessata dopo la condanna a morte del Re; il correo, invece, appurata tale notizia, avrebbe detto : Io non so la causa per cui l'hanno fatto morire. Ci saranno stati i suoi motivi . Qualche teste asserì che il Bory, conosciuta la condanna del Re, avrebbe attribuito la colpa di tutto alla Regina e detto che era assai meglio uccidere anche lei.
Viste così incerte le risultanze del processo, la Congregazione di Stato determinò che il Bory venisse espulso da tutto lo Stato e il Rachet trattenuto in Castel S. Angelo fino a nuovo ordine. Intanto, però, si era appurato che l'Ospedaliere di S. Luigi, monsieur Claudio, era fuggito la sera dell' 11 febbraio e che era fuggito anche il marito di certa madama Vergnò (da Angré, Champagne) stiratrice delle principesse di Francia, nonché ospite e forse mezzana di un gruppetto di Francesi che frequen­tavano la sua casa. Inoltre si seppe che appena giunta la notizia della