Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1505>
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1505
sostiene un'asta con berretta in cima, con l'altra stringe alcuni fulmini, col piede sinistro calpesta una corona Reale con suo scettro sotto . In Loreto il Crespi aveva detto pubblicamente:
Il Papa ed il cardinal Zelaci a pensano da... gran coglioni e se questi li potessimo avere li taglìaressimo a pezzi. À questo Papa in Francia gli hanno fatta la statua e la hanno vilipesa con il getto di immondezza ed altre ignominie. Io so tutto quello che si fa in Francia. Il Papa non sa niente, e li Franzesi sanno tutto quello, che si opera dal Papa in Roma e nel suo Stato. Allorché sarò giunto in Roma, anderò dal Papa, si saprà chi sono e voglio una carica.
Tale accenno del Crespi al carnevalesco trionfo inflitto a Pio vi dalla plebaglia parigina nel 1791, è un'indiretta conferma di quanto opina in proposito il Vicchi, e cioè clie si trattò di una vendetta masso­nica per la condanna di Cagliostro; *) che altrimenti non si capirebbe perchè il Crespi, massone militante, dovesse ricordare proprio quell'epi­sodio clamoroso ma poco importante della lunga controversia tra il Papa e la Francia.
H 7 luglio 1794 il Crespi fu interrogato in Castel S. Angelo e al giudice processante narrò la sua vita avventurosa: educato dapprima da uno zio, aveva poi vestito l'abito di Cappuccino; dal convento di Roma fuggi e andò peregrinando pei conventi d'Italia sorprendendo la buona fede dei frati. A Londra visse coi proventi del giuoco. Final­mente si recò da Lione a Parigi; sempre vestito da cappuccino in Parigi incontrò son sue parole
un certo Mistrada, negoziante di Londra, a cui avevo dato dei denari ad inte­resse nella dimora che feci in quella capitale, mi feci conoscere al medesimo, e ricor­dandosi che era mio debitore mi pagò il suo debito nella somma di circa 2000 scudi. Questo mio arrivo in Parigi accadde se non sbaglio nell'anno 1782, e siccome ero già cognito per Frammasson di Londra, ove mi aveva fatto associare il detto Mistrada e mi aveva reso cognito per tale in detta città di Parigi, cosi benché vestissi l'abito religioso, abitavo dove mi piaceva e pareva, per esser garantito dagl'altri Frammasson, tanto più che in Parigi di queste cose non se ne fa caso. In Parigi dunque praticai sempre con diversi Frammassoni, e finalmente nell'anno che non mi sovviene mi fu ricapitata da un servo della Loggia del Grand'oriente di Francia, di cui era capo il Duca d'Orléans, il Duca di Croysel, e l'altro Duca di Losscmburgh, essendo T Orléans il Primo, e gl'altri li secondi, la Patente di Frammasson, che si dà per onore, e che io accettai sebbene però non ne abbia iatt'uso, perchè non vi è di bisogno, giacché se fosse stato a qualche altra Loggia vi si vederebbe segnati li regista dei quali non ve ne è alcuno...
i) VICCHI op. *., pp. LXXIV e seguenti.