Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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1506
Carmelo Trasse Ili
Nell'anno 1789 fui eccitato ad ordinarmi sacerdote da Monsieur Oanion e dal Marchese di Sellcry altri due Framiuasson, e dimetter l'abito cappuccino, promettendomi di formi avere il decreto di secolarizzazione... e che poi mi figurarono d'averlo avuto, conforme poi viddi io presso dell'Arcivescovo Cardinal di Brienne altro Fram-masson, in virtù, del quale decreto presentato ad un altro vescovo pure frammasson, fui consacrato sacerdote, ma non celebrai mai messa.
Messo a morte Luigi XVI, il Crespi abbandonò Parigi: sempre trafficando, passò dalla Svìzzera a Venezia e Padova per venire a Roma a vestire un'altra volta l'abito religioso.l)
Proveniente da Parigi, sempre con l'abito da Cappuccino, prima del 1789 era andato a Napoli e vi aveva conosciuto il Principe di San Severino, massone; con una commendatizia di quest'ultimo si era presentato a Messina al marchese del Bosco altro massone: a Messina aveva conosciuto il nobile messinese e frammassone Vincenti ciò, se non ricorda male, verso il 1785. Nelle sue peregrinazioni, ha conosciuto molti frammassoni romani, ma si rifiuta di nominarli per rispetto e per riguardo che meritano.
Dopo il 1789, da prete secolare, venne a Roma, ritornò a Parigi, passò poi in Spagna, ove non trovò nessun frammassone, e tornò a Parigi verso il 1792; ivi trovò certo monsieur Bel, francese,
con cui discorrendo della nostra società mi raccontò, che egli era stato venerabile in questa città (Roma?) dove vi era la loggia della nostra società, e che in tanto ne era partito, perchè gli era stato sequestrato il suo studio, che riteneva annesso alla loggia, ed era stato fatto priggione un cappuccino della nostra società.
Quando io risolvetti di adempire il voto già fatto di vestire l'abito da Cappuccino nelTesser giunto in Roma feci la mia confessione generale ad uno dei Penitenzieri di S. Pietro, e mi risolzi, ed eseguii la risoluzione di abbandonare e detestare la società dei Frammasson, che V. S. indica col nome di setta, questo però non conviene alla medesima, perchè essa è confacente in tutte le sue massime alla religione cattolica e non è altro, che una società ed una adunanza di persone oneste per quanto io ho conosciuto, che non tendono ad altro che. ad aiutarsi scambievolmente.
Prosegue poi con un diffuso racconto delle cerimonie d'iniziazione massonica.
Che il Crespi, benché massone, non sia che un volgare avventuriero, è dimostrato anche da un rapporto a lui relativo, che la Segreteria di Stato inviò al Governatore l'8 luglio 1794, compilato dal
i) Il Crespi è assai disordinato nel racconto della sua vita; seguo e riassumo la sua narrazione come si trova consegnata negli interrogatori subita per molti giorni di
seguito.