Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1507>
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Processi politici romani dai 1792 al 1798 1507
Padre Generale dei Cappuccini. *> Il Crespi, recatosi in Spagna come cappuccino, aveva condotto vita scandalosa, era stato processato, ma era riuscito a fuggire. Egli stesso poi, interrogato, ammise di esser riuscito a fuggire da Barcellona con l'aiuto del Console di Francia, un massone per nome Robber o TJbber. Il Crespi non aveva difficoltà ad ammettere il proprio brillante passato compresa la professione di giuoca-tore della quale aveva vissuto a Londra e Parigi. Gli premeva però libe­rarsi la coscienza di tutto quanto sapeva sulla massoneria e sui massoni; fece infatti rivelazioni di un certo interesse (che riporto in appendice) dalle quali risulta che molti personaggi specialmente dell'aristocrazia, si erano affiliati alla massoneria più che per altro, per seguire una moda.
A Parigi, da ultimo, il Crespi conobbe Antonio Goldoni: patriotto e frammassone, e il marchese Roscfocold (sic!); a Milano il conte Vilx ministro di quella corte.
Al giudice che lo interrogava, ottenute le notizie sulla miste­riosa massoneria, condannata più volte dai Papi e che si apprendeva
!) Generale dei Cappuccini era allora P. Angelico, da Sassuolo (17891795) eletto vescovo di Camerino nel 1796, morto nel 1815. Ringrazio qui il Rev. Abate Frutaz della S. Congregazione dei Riti che mi ha favorito tale notizia.
JJ testo del rapporto è il seguente: Fra Camilo da Venezia, chiamato Francesco Crespi Veneziano, Religioso professo tra Cappuccini fino dall'anno 1784 comparve nella Spagna ove girando per molto tempo vagabondo, scandalezzò tutti colle sue opre del tutto contrarie alla Religione, e buoni costumi: perlochè fu preso e ricondotto in Italia; ma disparve dal porto nel quale si era ancorato il naviglio, non si sa come; e andato in Francia, fece poscia ritorno in Spagna; e vi soggiornò per alcuni anni, finché a cagione di moltissimi suoi delitti, e scandali fu fatto carcerare dal Tribunale della S. Inquisizione. Da questo formalmente processato, letti gli atti (benché priva­tamente per rispetto all'ordine professato) risultò che l'anzidetto Fra Camilo da Vene­zia Francesco Crespi fosse una spezie di ateo. Conciossiache riprovava le indulgenze, il culto della Madre di Dio, e si beffava di quelli che onoravano questa Vergine Imma­colata col recitarne la Corona. Di che li secolari sommamente offesi, e scandalezzati lo giudicarono vero ebreo.
Fra tanto pensava e giudicava alla peggio delle vigilie; ed orazioni istituite e prati­cate da S. Chiesa, delle prediche e della confessione, eccettuatane l'annuale; scherniva lo Stato, ed ordine Regolare: ma sovra tutti con improperii e turpi ingiurie vituperava la Santità di Pio VI felicemente Regnante: ed aggiungeva che e le indulgenze si con­cedevano, e fa canonizavano i Santi solamente per un turpe e sordido interesse.
Inoltre si scatenava contro il Re, i Ministri e Governo Spagnuolo, pressandone i sudditi a fare quanto aveano veduto farsi in Francia, persuadendo loro ed eccitandoli alla insurrezione, e ribellione dal legittimo loro Sovrano. Che perciò detto Fra Camilo come empio e sedizioso fu condannato alla prigionia per un anno; e dal Tribunale della S. Inquisizione ad altre pene, come consta dalla sentenza ad esso intimata il 25 ottobre 1791.
Fu poi menato a Barcellona ad essere imbarcato per l'Italia, e presentato al Rassegnato Padre Generale; ma per trascuratezza del Capitano prese la fuga dalla nave, ignorandosi di presente ove si rifuggiasse .