Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1510>
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1510 Carmelo Trasselli
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Sulla fine del 1794 si sparse per Roma la voce che una vasta con­giura ai organizzasse per chiamare nelT Urbe i Francesi ed abbattere col loro aiuto il Governo papale. Gli esploratori del Governatore furono sguinzagliati, nei caffè e nelle osterie delle strade comprese tra la Trinità dei Monti e il Corso, vie abitate e frequentate da artisti e da stranieri. Furono così assodati elementi bastevoli per imbastire un pro­cesso, nel quale furono implicati soltanto romani e nessuno straniero ben­ché le informazioni fossero state dapprima raccolte proprio tra francesi.
Il processo forma oggi il pacco 2069 dell'Archivio del Tribunale del Governatore di Roma; ci rimane solo il secondo volume dell'ori­ginale incartamento, il quale doveva esser composto di almeno tre volumi, poiché con questo il processo entra appena nella sua fase più importante colla incriminazione di alcuni membri dell'aristocrazia romana. Il volume che resta, è nei primi 200 fogli corroso dall'umidità tanto che solo poche pagine sono qua e là leggibili parzialmente; esso si compone di 567 fogli, più 200 fogli circa di corrispondenza col Gover­natore di Perugia e con le autorità toscane per l'estradizione di un latitante fuggito ad Arezzo. Il volume ha inizio coll'ottobre 1794.
Dapprima si trovano vari fogli di informazioni del Bargello al Governatore ed alcune lettere della Segreteria di Stato riconoscibili per la diversa carta e scrittura. Sotto la data del 4 novembre troviamo un'informazione mutila dalla quale sembra potersi ricavare che in un'osteria sita in via Frattina, in un crocchio in cui si trovavano un francese ed un pittore, taluno dicesse:
Li Francesi, prima aveano paura di una sola potenza che era l'Inghilterra ma ora che l'hanno avviliti non hanno più timore, e vanno sempre più facendo de' pro­gressi'grandi, e presto presto noi canteremo un bravo Te Deom, che vengano nell'Italia.
Il 5 novembre un'altra informazione del Bargello parla di un Giovanni Attigat, sarto,
che l'altra sera disse, che fino ad ora erano una congiara di quattordici ma quattro Bono i capi, e non nominò altro che un altro sartore nomato Donne che sta a 1* Orso-line pure francese, e che fino ad ora non gli hanno voluto mettere paura al Papa, ma presto si sarebbe fatto.
Testimoni di ciò sono Giacomo Marioni pittore ed altri.
Dello stesso giorno è un altro foglio relativo all'Attigat il quale avrebbe avuto in casa le opere del Marini, di Voltaire ed il Compare Mathieu, ed era amico di un pittore svedese.