Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1512>
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Carmelo Trasselli
persone, e vi erano uniti già quasi tetti li Popolanti disgustati specialmente per esser stati mandati via dalle case ad oggetto di formarvi il quartiere e molti soldati malcon­tenti, specialmente artiglieri di Castello dei quali era capo un parente di Giuseppe cammeriere della Cherufini Lepri a Strada della Croce, e che insomma avevano da formarsi in repubblica, come la Republica Romana antica, e richiesto se esso come ciò sapeva aggiunse che il tutto gli era stato confidato in tempo di una malattia da esso poco prima sofferta, dal cadetto di cavalleria Lorenzo Bai, suo pigionante, che andava a visitarlo, e che gli si era manifestato per uno de* partitanti in tal complotto, e che gli aveva fatto conoscere, e trattare con il ridetto cammeriere Giuseppe, che era uno dei capi, concludendo che a di loro insinuazione aveva esso promesso, ed aveva accudito a tal partito, per cui dovendo fare dell1 altri compagni voleva, che ci si fos­simo uniti anche noi, esagerando che saressimo tornati in libertà come gli antichi romani, e si saressimo levati dall'avvilimento, in cui eravamo, di più disse che l'affare era segretissimo, e che se bene si facessero le note delle persone arrollate da detto cammeriere, ad ogni modo poi le strappava per-non farle trovare, con esser stata ad esso da detto cammeriere mostrata una di dette note, in cui vi aveva veduto molte persone fra quali due nostri communì amici cioè Luigi Piclcr incisore di carnei in Piazza di Spagna, ed un certo G. B. Leonctti incisore a S. Andrea delle Fratte ed oltre que­ste persone aveva sentito da detto cammeriere e Bai che vi erano pure uniti, il calzo­laro suo vicino di casa, il cocchiere del mercante di campagna Giorgi pure vicino, con i quali aveva esso parlato, dico meglio con il primo de* quali due aveva esso parlato, e si era sentito confermare al tutto e rapporto all'altro aveva dai medesimi sentito, che aveva un gran partito di persone, come pure aveva parlato col sudetto capo d'arti­glieri parente del cammeriere della Lepri, che aveva conosciuto dell'istesso senti­mento, talmente che da costui gli era stato perfino motivato, che nel punto in cui si doveva fare la rivoluzione si sarebbero impadroniti delti cannoni, che servono per fare le prove all'artiglieri, ed avrebbero preso Castello. Altre cose disse sullo stesso oggetto, senza ricordarmene ora delle precise, e solo mi sovviene, che disse d'avergli il riferito cammeriere palesato, che per avere un capo ricco e di talento, si voleva voltare al Senatore di Roma, ed esso stesso è uno de* suoi compagni capo, e forse il calzolaro, che era miglior parlatore, lo volevano sorprendere quando andava a passeggiare solo per campo Vaccino, confidargli il trattato ed invitarlo per loro capo, senza veruna tema, perchè in caso avesse ricusato, o ricorso, tanto era il suo dir di si, che il loro no sebbene in principio si mettesse in burla il discorso di detto Picconi, perchè è un regazzo di poca esperienza, e cognizione, ed un vero pasticcetto, ciò non ostante assi­curandolo esso con la maggior certezza, fn preso in serio, e tanto da me che dal Cadcs gli furono fatti ti maggiori rimproveri, con mettergli in vistati male, 1*inganno, ed il pericolo, in cui ai trovava, e consigliandolo a desistere ed abbandonare questa idea, ed amicizia. Si mostrò egli persuaso del nostro discorso, e fece capire, che averebbe aderito alle nostre istanze, e così si dividessimo. Io e il Cadcs per altro pensassimo di parlare coi Picler e Leo-netti, facendoci meraviglia, che anche loro fossero uniti in tal trama, peraltro rimanessimo sincerati, quando essi assicurarono essere una positiva impostura per cui erano iratissimi contro il detto cammeriere, che a nostra insinuatone, per non far ciarle, non bastonarono, come volevano fare argomentando tutti, che detto cammeriere per sedurre ti poveri giovani sciocchi, gli facevano vedere ascritti ti loro amici, quali non ne sapevano niente. Riferitosi ciò da noi al Picconi, maggiormente si persuase del cattivo animo di detti cammeriere e Baj, che lo portavano alla ruiua, e promise assolutamente di non piò aderire alle di loro persuasioni, con staccarsi