Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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1513
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1513
prudentemente dalla loro amicizia senza disgustarli Di fatti in appresso ci disse, che si era coi medesimi esternato, di non voler saper altro di detto affare e se ne era pentito. Cosa cne ai medesimi era dispiaciuta ed io lo credetti perchè in appresso non ci disse piò altro e perchè volle che io stesso andassi a parlare con lui a detto cammerierc, per persuadere, anche questo, il quale trovato da noi nel predetto palazzo ed entrato con lui in discorso di tal rivoluzione, il medesimo niente negava ne affermava di quello ai diceva, ma capii benissimo esser vero quanto aveva riferito il Picconi, e non esser disposto ad abbandonare il pensiero, perchè si rideva dei nostri avvertimenti. Circa quattro mesi poi sono tanto io che il Cades ci pigliassimo collera con detto Picconi, con il quale in appresso non ci siamo più trattati, e per questa raggione appunto ricusavo di dire quello, che sapevo su detto fatto, per non far vedere che fosse un ripicco ed una vendetta, di cui io non sono capace ne per lui ne per chi si sia, e mi rincrescerebbe moltissimo che il mio esame l'avesse da pregiudicare.
...Mi sovviene diceva d'essergli stati nominati compresi nel medesimo li fratelli abbati Serpieri, che io conosco di vista, e che esso spacciava per giovani di talento, sui quali si fidava molto e per il loro talento, e per il giro che potevano avere in paese, essendo gente di tratto e di molte amicizie, ed aderenze, e che anche D. Marco Fiano Castellano di Castel S. Angelo era in questo partito, ed inoltre che oltre la gente di Roma vi era corrispondenza in Bologna di altri malcontenti, con i quali si maneggiava un tal affare e ciò lo diceva allorché gli facevamo noi dell'opposizioni sull'impossibilità dell'esito dell'affare per mancanza di persone capaci e denarose, senza le quali non possono condursi a termine tali cose. In questo frattempo, che io precisamente non mi ricordo se fosse il principio di estate, come ho detto, o prima, ma fu sicuramente in quei giorni nei quali i Popolanti dovettero partire dalle loro case per dar luogo alla costruzione del nuovo quartiere da fabricarsi in quella Piazza, oltre averne parlato come sopra gli ho detto col riferito cammeriere della Lepri... ne parlassimo ancora tutti tre con il riferito calzolare, che trovassimo in un doppopranzo in un'osta-riola fuori Porta del Popolo ove non so se si trovasse a caso o per appuntamento datogli dal Picconi ed entrato ivi con lui in discorso del riferito progetto, sentissimo dal medesimo pienamente confermarlo, e conoscessimo un omo fanatico e ansiosissimo per l'esecuzione del medesimo, che vi vantava unite migliara e migliara di persone, e faceva capire che era prossimo a scoppiare, senza paura del Governo, perchè in caso fosse stata scoperta, sarebbe stato anticipato il tempo, ed il Governo non averebbe avuto modo da rimediarlo, ed impedirlo, e se bene non ci nominasse tutte le persone, che vantava in tal partito, ciò non ostante non lasciò di nominare il Baj, il cammeriere e l'artigliere cognato di questo, BUI quali esso contava moltissimo, ritenendoli per omini di gran vaglia e direttori e capi di questo fatto, e specialmente l'artigliere per le aderenze, che aveva in Castello, dicendo, che ognuno di questi, ed altri avevano arroliato gente, ed ognuno aveva il suo partito pronto a' loro cenni, circostanza che avevamo già sentita dire dal Picconi, e dicendo in sostanza, che contavano quasi su Roma tutta, ove vi erano quasi tutti malcontenti, e disposti ad ogni momento ad unirsi con loro per far nascere la rivoluzione per liberarsi dall'avvilimento, in cui eravamo, e tornare in libertà, con doversi però lasciar ferma l'attualo religione dominante, e dicendo altre cose consimili, di cui ora precisamente non mi ricordo...
Il Cades e io si prendessimo il pendere di verificare se era vero il disgusto dei Popolanti per l'abbandono delle loro case, per la fabrica del nuovo quartiere, ed avendo interpellato qualcuno di quelli, che avevano dovuto lasciar la casa trovassimo esser affatto falso quello, che come sopra era stato supposto al Picconi, giacché sentissimo