Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1514>
immagine non disponibile

1514
Carmelo Transetti
dirsi, che non solo non crono malcontenti 11 Popolanti, ma anzi erano contentissimi per essergli stato pagato li sgommeri, le nuove pigioni, e condonato l'arretrato, onde da quello ci avevano detto li nominati Picler e Leonetti, e da ciò che sapessimo da' Popolanti, maggiormente si persuadessimo, che era nella maggior parte mi positivo supposto ed esagerazione quello, che avevano confidato al Picconi li nominati Baj e cammericre, Artigliere e calzolare, e che si servivano di questo mero termine per sedurre gli altri, concludendo fra noi che essi realmente fossero di tal'in tenzionc, ma in numero ristretto, facessero de* castelli in aria, e li dassero ad intendere come per cose certe a quelli, che procuravano di sedurre, dati e riflessioni per le quali il Picconi fu persuasissimo di ritirarsi da tal progetto, conoscendo pienamente il pericolo in cui dette persone lo avevano posto, ed il male in cui lo volevano compagno, e da tutto ciò comprendendo noi in sostanza, che era un progetto non riuscihile, non si prendessimo la cura di rivelarlo ai superiori, anche per non andare incontro a qualche affronto per opera di dette persone, che essendo birboni, eran capaci di farcelo, come ci fece capire il cammerierc, nel detto discorso, in cui andava dicendo, che era stata fatta sparire della gente, come se1 avesse voluto dire che fosse stato ucciso qualcuno, che gli era entrato in sospetto. Sebene io poi conosca il Baj, e mi sia qualche volta accompa­gnato col medesimo, anche doppo avuta tal notizia, ciò non ostante, non ne sono mai entrato con lui in discorso, e niente mai esso mi ha detto, e solo da lui ho sentito mettere in ridicolo la cavalleria in occasione che mi fece vedere una stalla di cavalli rognosi. L'artigliere poi sudetto non lo conosco niente affatto, onde con lui non ci ho possuto discorrere di tal affare...
...Saranno due anni che conosco questo Alessandro Clerici, che V. S. mi nomina, ed ho avuta col medesimo qualche sorta di amicizia, e tratto, ma non mi sovviene se col medesimo abbia mai detto e confidato tal affare... Il detto Clerici è un giovane che prima faceva il caffettiere, ma da che lo conosco io non ha mai esercitato alcun impiego, e per quanto ho sentito dire campava e scialava per causa di una di lui sorella che è mantenuta da un personaggio, bensì il medesimo studiava la musica con idea di andare fuori a contare, e si divertiva alla meglio che poteva non mancandogli mai denari...
Frattanto, in un'osteria di Arezzo, il 3 novembre era stato arre­stato 1 calzolaio menzionato anche dal Pozzi, tale Antonio Prati, alias Foligno, ma di vero cognome Isidori. Giunto a Roma il 30 no­vembre ed interrogato, nega tutto dapprima; si decide a confessare il 6 dicembre.
...Sono risoluto di dire liberamente la verità in gloria di Dio e del nostro Principe tanto più che l'affare... si riduce ad una buffonata. Voglio dunque palesare le cose nello stato in cui sono, acciocché li signori superiori possino sapere bene tutto quello che riguarda la mia persona, che sono in aspetto di capo giacobino per far nascere una rivoluzione in Roma, quando che sono appena la coda, e per la mia età, e per la mia ignoranza non sono uomo capace dì tali cose. Sappia dunque V. S. che circa un anno e mezzo fa ebbi occasione di conoscere in casa dell'aw. Pistolotti abitante all'arco de* Carbognani che io servivo da scarpe un certo Gmseppino che non so de* quali, credo sia Bolognese cammericre della marchesa Lepri a strada della Croce quale ivi capitava per esser amico del cammeriere di detto avvocato di cui non so il nome. Nel­l'occasione che ebbi ivi di trovarlo, egli mi andava sempre facendo dei discorsi Uberi circa la maniera... si governava... e particolarmente il nostro stato, dicendo tutti erano