Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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1515
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1515
malcontenti e che in Bologna erano tenuti a freno con delle feste, che gli davano e cose simili, cominciò ancora ad entrare nel discorso di Roma e precisamente sol disordine delle cedole, quali diceva che erano la rovina delle povere famiglie, al che io gli rispondevo di sentirne anche io il peso lagnandomi con Ini delle mie miserie e delle circostanze in cui mi trovavo... qualche altra volta mi andiedde dicendo e parlando, di un suo cognato che era stato soldato in Malta, e si trovava allora in Roma, ed era un bravo giovane quale voleva farmi conoscere. Credevo per allora io indifferenti questi discorsi, dei quali non pensavo potersi contenere del male, ne che me li facesse con un fine cattivo, come in appresso ho capito. Qualche tempo dopo mi si presentò in bottega un giovanotto e mi disse di essere il cognato di detto canuneriere e che in appresso ho saputo chiamarsi Giuseppe Ammagliarli e questo chiamatomi fuori di bottega cominciò ad esclamare, bestemmiare e spergiurare, lagnandosi del governo di Roma, e delti Preti, delle ingiustizie che si commettevano, della necessità di rimediarvi, e che lui averebbe pensato a questo, fatto, detto, ammazzato, e cose simili, le quali ora non mi ricordo. Rimasi sorpreso a tale parlare, su cullo rimproverai, dicendogli che non avesse più detto queste cose, e così per allora fu terminato il discorso. Esso però da allora in poi, cominciò a frequentare la mia bottega, ove poi impreteribilmente veniva due volte la settimana a portare le nove di Francia delle quali io era piuttosto curioso, perchè avevo conosciuto molti Francesi, specialmente quelli dell'Accademia di Francia, che avevo servito da calzolaro, e che per li attuali affari della Francia medesima eran dovuti tutti partire da Roma ed avevano contribuito più che mai alla mia miseria in due maniere una cioè perchè sono rimasti miei debitori di una trentina di scudi quali ho perduti, l'altra perchè qualcuno de' medesimi era solito lasciarmi in mano qualche cedola, con cui mi aiutavo e restituivo ai denari rifatti, risorsa che da altri non ho più avuta, oltre l'aver perduto le poste. Nel darmi tali nuove si faceva esso scoprire portatissinio per li francesi, come ero portato anche io che ero attaccato, e propenso per quella nazione, piacendomi di sentire qualche vittoria, che riportavano, e qualche bella operazione che facevano. Nell'aver esso conosciuto questo mio sentimento, mi insinuò di non farmi scoprire con chi non era portato per i francesi e di parlarne solo con chi era portato per li francesi. Col capitare detto Ammagliala iu mia bottega prese anche cognizione di.,. Boni, cocchiere del vicino mercante di campagna Felice Giorgi, che ivi capitava per aspettare gli ordini del padrone, di modo che questo si trovava varie volte presente ai nostri discorsi, ai quali diceva, che sarebbe stato male che i francesi fossero venuti in Roma, perchè ci averebbero portato via robbe, e donne, cosa che capivo, e dicevo anche io, come le capiva l'Ammagliani. Un giorno poi essendo andati l'Ammagliani... a spasso verso la Trinità de' Monti, ivi l'Ammagliani uscì fuori con un discorso, di cui prima mai aveva motivato niente, dicendoci] che quattro o cinque anni prima salvo il vero, aveva esso formato una congiura di tre cento omini tutti sottoscritti in una nota di proprio carattere, per fare una rivoluzione in Roma, per cui aveva fatto venire molte some di polvere con li contrabandieri, con l'idea di prendere Castel S. Angelo e per questo oggetto aveva proveduto delle Beale che stavano nascoste in una vigna, ed impadronirsi poi della città, ma che non era possi ito riuscire e non aveva mandato avanti l'affare, per essere entrato in sospetto che tra li congiurati vi fosse uno della stamperia camerale, che credeva facesse la spia, per averlo veduto entrare al Governo, ove gli era andato appresso, e che poi li contrabandieri erano stati carcerati fuori Porta del Popolo e mandati in Galera. Chi poi fossero li congiurati non li nominò, onde non posso indicarglieli. Niente di più disse, ma successivamente seguitando a venire in bottega, ove qualche volta capitava anche il