Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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1519
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1519
grasce, e nella moneta, che al momento si sarebbe fatta comparire in città questa abbondanza, per frenare e sempre più allettare il povero e il popolo tatto, e per tal motivo si sarebbero prima proveduti gli opportuni viveri e grascie, per servirsene al momento. Particolarizzando poi sulle persone dei congiurati, disse che vi erano dei Cardinali, ma non li specificò, il Senatore di Roma, ed il Castellano d. Marco Ottoboni, K quali appunto erano quelli che dovevano provedere e far venire le grascie sudete, e che non essendo questi ancora all'ordine, non era per ciò fino a quel tempo seguita la rivolnzione, benché tutti la bramassero e ne fossero anziosi. Disse che il cammeriere della marchesa Vittoria Cherufini Lepri era inteso di tutto, ed era incombenzato di far gente, di cui ne aveva già moltissima, e disse che esso era inteso di tutto, e ne aveva parlato con molti congiurati e specialmente con detti signori, e si era unito e cooperato, ed era tutto inteso all'esito per poter contare qualche cosa al mondo e per non vedersi considerato nella truppa, ove non aveva quell'awanzamenti che credevaineritare, non aver per tal oggetto axrollati anche esso li suoi amici, e molti dei soldati di cavalleria, che sarebbero stati al momento sotto il suo commando, e fatto quello che voleva.
Queste ed altre cose mi disse, di cui ora precisamente non mi ricordo, ma il fatto si è che mi fece vedere l'affare così bene organizzato, così necessario, così vantaggioso, che mi indusse a replicargli, ed assicurargli, che anche io mi sarci unito, ed esso quasi per grazia mi accettò, ripromettendomi gran bene, gran fortuna, ed inculcandomi la segretezza, che era l'anima del negozio, e che se bene in qualche parte non si manteneva, niente pregiudicava, perchè siccome non vi era niente di scritto, ed uno dei congiurati non sapeva l'altro, o almeno ne sapeva pochi, ancorché qualcuno avesse parlato, non si poteva mai arrivare a conoscere l'intiera trama e si sarebbe seguitato ad agire senza vermi ostacolo e timore, e che se si fosse entrato in sospetto, di alcuno che parlasse o potesse parlare, vi era la maniera di farlo morire col veleno nel tabacco, nel caffè, ed in altra maniera, giacché vi erano persone capaci di tutto. Per l'oggetto della segretezza, disse che da qualcuno si faceva delle notarelle di persone, che si andava arrollando, ma queste poi subbito si strapavano per non farle trovare, e per questo stesso riflesso non mi volle indicare altre persone, nonostante che io 1* istigassi, e solo mi disse che il calzolaro mio vicino di bottega chiamato mastro Antonio Isidori, a me pienamente cognito era uno del partito ed era un omo che se bene non significasse gran cosa, pure ne facevano conto perchè era un parlatore, aveva delle conoscenze, ed era intexessaissimo per quest'affare. Mi inculcò inoltre di trovar delli amici e di tirarli al partito, purché fossero delle persone di cui io avessi premura, giacché a mio riguardo gli si sarebbe fatto il piacere di arrollarle, al che io mi mostrai disposto e fui tanto convinto dal suo discorso, che non capivo il male in cui mi imbarcavo. Ristabilitomi in salute e sortito di casa, si diedde la combinazione che il Baj dovette in quei giorni partire da Roma con la* Cavalleria, ed andiedde a Terracina ed altri, luoghi, ed è stato in appresso quasi sempre fuori di Roma, o in Roma al Profosso, non so per quali cause, di modo che mai più ho parlato o trattato con lui di tal affare. Bensì prima di partire mi disse che in tempo di sua lontananza, me la fossi intesa col ridetto cammeriere della Lepri, a cui averébbe dato conto di me. Di fatto in un giorno successivo, se bene non avessi mai prima trattato col detto cammeriere, conoscendolo soltanto di vista per averlo veduto nel Palazzo della sua Padrona, ove io per affari della mia professione qualche volta mi portavo, mi presentai al medesimo in detto Palazzo e gli presentai il discorso da parte del Baj. Esso intieramente e con la maggior importanza mi confermò quanto mi aveva confidato il Baj e mi si fece conoscere totalmente inteso ed impegnato per l'esecuzione del medesimo, e mi fece mostra