Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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1520
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1520 Carmelo Trasselli
di gradite la mia unione, per cui mi disse di volermi far conoscere un suo parente a lui unito per brigare in detto affare, e si dassìmo perciò l'appuntamento che sarei ivi il giorno seguente tornato. Yi andieddi ed insieme con Ini trovai un giovanotto amo per prima incognito che sentii chiamarsi Giuseppe Ammagli a ni; con questo entrato sopra il discorso di detto affare, sentii non solo da lui la conferma di quanto sopra ma conobbi anco in esso il maggior impegno e calore per l'adempimento di ciò che si machinava* e siccome detto Giuseppe aveva la montura di artigliere di Castello, cosi al proposito disse che aveva pochi giorni innanzi avuto ed ottenuta tal impiego per poter meglio agire tra i soldati di quella fortezza, ove, e specialmente fra gli artiglieri, decantava aver un gran partito. Successivamente altre diverse volte parlai con questi due su questo genere o unitamente o separatamente, con andare io a Palazzo, o con venire essi a prendermi in mia bottega, ed andare a spasso con loro in qualche parte di Roma. In questi congressi oltre all'avermi confermato sempre quanto avevo saputo dal Baj, ed oltre avermi assicurato l'aderenza al progetto di tutte le persone da questo nominatemi, mi comunicarono diverse altre persone, mi dissero cioè che nel partito vi erano un certo Ignazio cocchiere del mercante di campagna Giorgi, a me cognito di vista per esser detto suo padrone mio vicino di casa, spiegando, che costui aveva un gran numero di persone sotto di sé, tanto in quei rioni, che in campagna, e specialmente della tenuta di Larghezza ritenuta dal suo padrone, ove essendovi dei cannoni, gli arerebbe questi avuti all'ordine per il tempo della rivoluzione, per trasportarli e servirsene ove sarebbe stato di bisogno, di fatti con questo Ignazio un giorno, che stava fuori la bottega del riferito calzolare,in compagnia di questo, essendo venuto a trovarmi detto cammeriere, li chiamò, ed andati tutti dentro il portone di detto Giorgi, fu ivi unitamente discorso di detto affare e mi assicurai esser vera la connivenza di detti calzolare ed Ignazio, li quali assicurando e confermando quanto di loro mi era stato detto, si mostrarono tutti propensi ed anziosi di quanto sopra. Mi dissero che vi erano fra gli artigberi il fratello delle spazzine che tengono bottega sul cantone del Palazzo Figno dalla parte di S. Lorenzo in Lucina, giovane che molto valutavano per esser stato a servire in Francia, ed oltre avermelo detto me lo fecero conoscere e parlare sulla Piazza sudetta di S. Lorenzo in Lucina, ove si erano dati l'appuntamento, e discorrendo con costui, di detto progetto, cioè io, l'Aramagliani ed il cammeriere Giusepe sentii, che il medesimo era del tutto sciente, ed era disposto a operare il tutto affinchè succedesse, senza che oltre di questa volta abbia più parlato onesto affare, e senza che sappia il di lui nome, perchè per prima non lo conoscevo, bensì in quell'occasione, ed in altre che l'ho veduto, per Roma, ed anche una volta che l'ho veduto uscire dalla predetta bottega ho veduto, che portava la montura di artigliere, ma non già di semplice soldato, ma bensì come di basso uffiziale, e precisamente la montura di color cannella, che si diceva destinata per l'artiglieri. Hi dissero che vi era il caporale ossia sergente Venuti de' Granattieri Rossi, a me cognito di vista, senza che però con questo vi abbia mai di tal affare o altro parlato, contando moltissimo sulla di lui persona, sì perchè lo credevano molto di coraggio, sì perchè aveva tirato al partito molti, e specialmente di quei soldati, di modo che per di lui mezzo potevano ad un suo cenno impadronirsi di quel quartiere. Mi dissero che il segretario dell' istesso marchese Lepri, che io non conosco era pure del partito, ed era un omo di talento che molto cooperava per il favorevole successo. Mi dissero che nell'ospedali vi era parimente un gran partito, e specialmente in quello della Consolazione, ove particolarmente mi nominarono un certo Grasselli, che mi è cognito di sola vista, ed un Gobbo, che non so chi sia, e dicevano di avere un gran partito fuori di Roma, senza