Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1521>
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1521
che però con questi ne abbia mai parlato, e finalmente mi nominarono un certo abbate Serpien, o Serpe tri. uomo che dicevano di gran talento e di grandi aderenze, e tutto impegnato in questa trama per esser specialmente disgustato, a motivo, che non aveva possuto ottenere una carica, a cni ottava. Oltre avermi detto la connivenza di questo abbate, voleva il cammeriere Giuseppe farmi parlare col medesimo, e perciò mi condusse una sera al caffè della Maddalena, ove diceva esser solito trattenersi, ma non avendolo trovato, non ci parlai e non è più combinato di parlarci, di modo che nonio conosco, ne so chi sia. Per quanto posso ricordarmi non mi pare che mi abbiano nominate altre persone per complici, onde io non so additargliene altre, giacché erano nservatissimi nel palesarle, ed a stento me ne andavano comunicando e facendone conoscere qualcuna, sebene decantasero di averne migliara, e quasi tutta Roma.
(Interrogatorio 23 dicembre 1794)... Mi raccontarono di aver già fatta la prova per impadronirsi del quartiere di Ripetta, avevano cioè in sette o otto giovanotti del partito, che non mi nominò, di notte tempo avuto l'ingresso in detto quartiere, senza che le sentinelle facessero il minimo ostacolo, atteso il segno, che essi gli dieddero precedentemente concertato col Venuti, con avergli anzi la stessa sentinella subito detto, che facessero pure quello che avevano da fare, ma essi sebene potessero prendere armi, e fare quello, che gli pareva, si per Faderenza cogl'altri soldati, si per essere a quell'ora questi ritirati, non operarono cosa alcuna, e si contentarono della prova fatta, partendo con dire alla sentinella che si mantenesse fedele per l'occasione prò. opportuna. Non mi sovviene però se mi dicessero essere o no in questa circostanza il Venuti in quartiere, quel che di certo mi dissero si è, che tal prova era stata stabi­lita, e combinata dal medesimo, per fargli conoscere la verità delle promesse sue operazioni. Devo inoltre dirgli che l'Ammagliani, nel parlarmi del Castellano, oltre avermi confermato come aveva fatto anche il cammeriere, la positiva adesione del medesimo in tal progetto, una volta mi disse esser stato da detto Castellano consi­gliato ad impadronirsi subito preso Castello dei cannoni, che stanno ivi all'ordine per la scuola dell'artiglieri, che per solito vanno alla Farnesina, e servirsi di quelli per fortificare le alture della città. Inoltre devo dirgli che li stessi cammeriere ed Arti­gliere Ammagliala in congiuntura de' predetti discorsi fattimi, mi dissero che anche in Bologna vi era una trama consimile in corrispondenza con loro, e che nello stesso punto, in cni fosse qua scopiato, sarebbe di concerto anche là seguito, e cosi tutti unita­mente avrebbero contribuito alla riforma dello stato. Nel, sentire tante cose, riflet­tendo tra me, che essendovi tante persone di rango e qualità interessate, in tal* aliare, ne averebbero queste sole goduto gli effetti, con appropriarsi loro il commando e gli altri, che averebbero esposta la vita, poco o niente ne averebbero goduto, communicai questo mio riflesso alli predetti Àmmagliani e cammeriere, li quali mi risposero che non dubitassi di niente, mentre noi averessimo dirette tutto, e saressimo stati li padroni di fare quello, che ci pareva, e piaceva, essendo giusto che quelli che esponevano la vita, e si affaticavano per il buon esito dell'affare, ne conseguissero il maggior premio, assicurandomi che sebbene vi fossero unite delle persone di qualità, ad ogni modo essi erano i capi ed i regolatori di tutto, mentre gli altri da essi combinavano e dipen­devano. Devo finalmente dirgli, che li predetti cammeriere ed Àmmagliani in occa­sione, che una fra le volte eravamo insieme nello vicinanze di mia bottega, alle mie insistenze dì voler sapere qualche altra persona del partito, si indussero a farmi vedere una lista di persone scritta in un mezzo foglio di carta che l'Ammagliani si cavò di saccoccia; in mezzo alla strada me la posi a leggere, e scorsi una quarantina di persone che mi erano incognite, e doppo questi trovai li nomi di due miei conoscenti, cioè