Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1527
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La giovinezza di Raffaele Cadorna 1527
Si dilettava il Cadorna di lettere e con i letterati del tempo e i giornalisti era in buoni rapporti di amicizia. Nella sua prosa e' è un tentativo d'arte: si compiace di romanticherie e cerca di dare forma letteraria al suo pensiero. Scriveva nel luglio 1841 ai Negroni in tono scherzoso e con intonazione romantica:
Tu mi dirai cosa hai fatto a Torino; se hai veduto Boncompagni, e quali altre persone hai conosciuto... saluterai l'ombra di re Arduino (il Negroni era ad Ivrea per affari professionali) e le vette alpine che sono pure di debole schermo. Se udrai il lamento del prigioniero che accorda la sua voce al suono della ghitarra, sull'ali del vento notturno, mandagli una parola di pace e di consolazione. Saluta il Canavese che vorrei disegnare come un giardino inglese: tempera l'ardenza delle anime che vi abitano, ardenza che più volte è rivolta in inimicizia dei fratelli. Pesca Foro nell'Orco e portamene un sacco, che non maledirò la mano che me lo porge. Se vai in Agliè non ammirare le ricchézze profuse. Se vai a San Giorgio rivolgi la mente a Botta, bravo storico, cattivo politico, sfortunato ne1 tempi. Se vai a Pont guarda in quella fabbrica l'immagine della nostra vita troppo meccanica. Ma in qualunque luogo tu vada pensa all'amico tuo.
E più. innanzi si rallegra delle lodi che il Negroni riceveva sulle colonne della Rivista Europea su cui I'Ambrosoli aveva pubblicato una recensione assai favorevole intorno ad un volume curato dal Negroni.
Aveva infatti in quell'anno Carlo Negroni dato alle stampe le Poesie e Prose di Eugenio Bogani,J) suo intimo, onore delle lettere novaresi, che ebbe breve vita (18191839) ; il Negroni curò quell'edizione e ne premise un'affettuosa biografia Cenni sulla vita intima e letteraria dell'autore.
H 5 novembre del 1842 da Pallanza cosi scriveva il Cadorna all'amico Negroni, mentre gli comunicava una lettera di Valerio:
Io faccio qui la vita monastica, perchè il cielo così bello se risplende il sole, velato come lo fu per lo più finora, è altrettanto malinconico; eppure preferisco le pareti della casa. Se verrà il bel tempo farò delle corse sul lago, dirigendo soletto il mio battello, e poi sceso alla riva sauro sulle vette delle circostanti colline a contemplar le acque che ha solcato la mia navicella. Cosicché mi figurerò di ritornare alle romantiche impressioni, dalle quali l'animo quasi quasi è alieno. Pure in questi luoghi vi ha talora un potere irresistibile che mi spinge al romanticismo: dunque perchè giocare di forza d'animo per rinunciarvi?
E un'altra pagina letteraria possiamo trovarla in un album del Negroni, dove il Cadorna vi stendeva in poco più di due facciate alcune considerazioni che l'uomo può fare a trent'anni e A Irene'anni è appunto il titolo dello scritto dedicato all'amico:
Trent'anni! Non il prestigio della vita che rende cara e tempestosa l'esistenza; non il freddo acume che ravvisa il torlo in ogni azione.
1) Novara* itìpi. Artaria e CM 1840, in 16, di pp. LXH-245.