Rassegna storica del Risorgimento

NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno <1938>   pagina <1528>
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Guido Busrìco
A treni*anni ! Già l'assalgono le memorie del passato; l'avvenire è ancora gravido di eventi.
Treni'anni! Giusto mezzo tra gli innocenti trastulli puerili e il consumato disinganno.
A trent'anni! Non risoluzioni suggerite da istintivo entusiasmo, che sperdonsi al soffio che spira mcn propizio: irono ed avversione alle efficaci il mal abito, secondo natura, imperante più della prima.
Trent'anni! Poche parole: fatti assai.
A trent'anni! Destro in amore: meno anelante a raccornei frutti; tremante che efuggano le illusioni ultime che lo legano a dolci memorie.
Trent'anni! compiuto il fisico sviluppo, non meno che il morale.
A trent'anni! L'amicizia avvalorata dal tempo, non attorniata da chimere,meno distratta dall'amore, bisogno più sentito.
Trent'anni! Punto di transizione tra il periodo di ardore giovanile, ed il germe di ambizione, che non soffocato ai ramifica ovunque.
A trent'anni! Schermo alla credulità le tradite speranze; schermo alla diffidenza la mente fatta soda al raziocinio che non consente ad assoniti giudizi
Trent'anni! Vigore, attività, senno accomunati che non soffrono la precipitazione dell'imberbe, e la longanimità del canuto.
A trent'anni! Varco angoscioso! Che dalla rapidità della prima metà, emerge il doloroso e pronto trapasso dell'altra che verrà.
Trent'anni! L'uomo sente di esser uomo: non l'intimidiscono le apparenze, non lo piega l'autorità; non lo tradisce la simpatia d'imitazione.
A trent'anni! Meno difficilmente l'idolo è la ragione.
Epilogo.
Trent'anni! Meta a cui ài giunge baldanzosi per erto cammino. Meta, alla quale pervenuti son nebbie i palagi incantati che si travedevano da lungi attorniati dall'iride. Meta che appena raggiunta, discendere ci tocca a ridosso del monte; come l'esule sulle sommità alpine che dalla patria si diparte, e volgendo lo sguardo a tergo, la patria non vede; la patria a cui tanti incensi tributò la fantasia... Ma precipitando al basso il rapido battito del cuore lo fa sicuro di una vigorosa esistenza, e hi speranza dolce compagna lo guida sino alla tomba... Speranza e tomba simboleggiate in questo verde ammanto, vergate di funereo colore.l)
* * *
Mentre era di stanza a Novara a Raffaele Cadorna venne affidato l'incarico dell' in segnamento della geometrìa e della meccanica nella scuola professionale d'Arti e Mestieri Bellini, e a questo proposito scrìveva al Negrotti allora ad Ivrea:
Dacché sei partito ho ceduto all' invito di dare lezioni e quotidianamente dò due ore consecutive a questa occupazione; manco male che gli allievi non mi paiono tardi di mente, e sono assai volenterósi allo studio* 2)
l) Il Cadorna scriveva sopra paginette di color verde pallido: di qui la frase.
z) Carteggio cuoio. Lettera 20 luglio 1841. Raffaele Cadorna fu tra i primi a pro­muovere e a incoraggiare gli istituti di arti e mestieri una delle espressioni del nostro vivere sociale . Cosi si legge in un suo articolo pubblicato sulla rivista L'Eridano di