Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1531
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La giovinezza di Raffaele Cadorna 1531
all'asilo di Novara per una prima esposizione d'oggetti per mia lotteria a suo benefizio l) ma volle che si tacesse il nome del donatore. In una lettera del 4 febbraio 1846 partecipa all'amico di esser stato a Corte;
qui ai balla a più non posso: fui a Corte, ad un ballo per vedere la magnifica nuova Sala, ma alle 10 ero già a letto. Fui [anche] ad uno splendido ballo di società ma alle una mi ritirai senza ballare.
In altra lettera senza data ma certo intorno al 1846 il Cadorna muove appunti ad un articolo del Negroni comparso su le Letture di famiglia e gli scrive
ho finalmente letto i tuoi pensieri confidati alle Letture di Famiglia. Eccoti schiettezza più che amichevole. Che mi vada a sangue il tuo scrivere già lo sai e non voglio ora tessertene le ragioni. Mi dilungo nella parte critica e sebbene dovrebbe essere la minima fatta la proporzione fra una superficie chiara e levigata e gli atomi neri che si rinvengono. Questo siccome tutti gli altri tuoi scritti, a tua insaputa, a nescienza assoluta del tuo animo putono di cattedratico, come là dove cominci a ciascuno la sua parte di lode... poi si giusta dimostrazione.... poi spesso ramare accieca.... poi Speriamo che un'utile severità fino alla fine. Ti durò ingenuamente eh' io Tebbi questo ticchio in grado eminente, e come succede assai sovente che da un eccesso si va ad un altro così io l'abborro più che non conviene; ma molto più in noi giovani, appunto perchè giovani. Spero pertanto che per ragioni di vendetta generosissima non lascerai di essermi utile, indicandomi sempre dove zoppicassi nello scrivere.
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Da Alessandria in Sardegna. Ma anche dall'isola Raffaele Cadorna tiene corrispondenza con gli amici: anzi il carteggio con il Negroni si fa più intenso, più notevole per le opinioni politiche che vi si contengono. I tempi si facevano di più in più grossi, le idee progredivano, i partiti si facevano più sentiti.
Erano quelli gli anni in cui la gioventù era divisa in due campi nobilissimi entrambi: l'uno che proseguiva il grande concetto mazziniano dell'unità, l'altro entusiasta dell' idea di una federazione italiana, vagheggiata da un trinomio di poderosi intelletti: Gioberti, Balbo, D'Azeglio* Tanto il Cadorna guanto il Negroni, erano seguaci di questi ultimi. Lettori avidi delle opere giobertiane, seguaci convinti della dottrina politica del sommo filosofo, l'opera loro è ispirata di continuo dalle idee di chi in quegli anni fortunosi aveva portato lievito nuovo alle coscienze, rappresentante, in confronto delle congiure e delle sette, di un rinnovato spirito di fede e di legalità.
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