Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1535
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La giovinezza di Raffaele Cadorna 1535
E in un poscritto si leggete
Per ogni caso ti dico l'età mia di 33 anni, nato in Milano evidentemente da padre novarese (Pallanza); ora comandante in Cagliari una compagnia di minatori zappatori.
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Il Negroni, sebbene nulla vi sia che lo possa in modo tangibile dimostrare, dovette negli anni della sua giovinezza indubbiamente far parte di qualche associazione patriottica di quel tempo; proprio nel 1847 lo sappiamo in Toscana dove stringe buoni rapporti di amicizia con uomini illustri del tempo: vi conobbe quel fiore di cortesia che fu Vincenzo Salvagnoli, non meno acuto giureconsulto che valente letterato che lo accolse benignamente come gli uomini del suo valore sogliono fare coi giovani che si studiano di camminare sulle- pedate loro . Le sere le passava lietamente coll'ospite e con altri che gli facevano degna corona: professori, artisti, uomini di Stato. 9 H Cadorna sapeva del viaggio del suo amico in Toscana e sospese per qualche tempo la sua corrispondenza, ma il 30 ottobre la riprendeva e così gli scriveva da Cagliari:
Ho tardato finora a scriverti pel tao viaggio a Firenze da me invidiato; tanto più che che ti ho espresso il desiderio che nutro ardentemente di spingerlo fino a Roma. Sono sempre in attenzione del riscontro che ti avrà dato l'avvocato Pescantini. Non ho scritto a Pozzi perchè mi pareva superfluo, almeno per l'affare in questione, finché saremmo fortunati di organizzare nella Romagna due corpi speciali, così importanti ovunque, così importantissimi per la posizione, per la configurazione del terreno, su di che non ho spazio per diffondermi a dimostrarlo. Ma il certo si è che queste due armi, massime di zappatori, vanno formate, addestrate in tempo, dacché improvvisare non si possono per lavori di mine, per la guerra sotterranea, pei lavori tutti d'assedio e per l'ufficiale del gemo in genere, la Romagna presenta un servizio vergine di cui tanto abbisogna. Come pure quel terreno frastagliato, ha bisogno assoluto di tiratori abili, ben addestrati come i bersaglieri di Piemonte che sono non meno distinti. A D'Azeglio non bo ricorso per non mettere tanta carne al fuoco; lo si potrà all'occasione: prima aspetto riscontro dal Pescantini. Eccoti qui unito il primo saggio del piccolo lavoro sulla Sardegna,2) la quale aspetta di grandi cose, massime dopo il ritiro di Villaxoarina; massime col pubblico Tesoro ora esausto nella miseria generale che muove a raccapriccio; dicesi che sarà tolto il Viceré; che si faranno due governi, ragguagliati a terra ferma, coi bilanci confusi. Io desidero quest'ultima provvidenza, perchè lo vuole la giustizia, sebbene nei primi anni aggiungeremo, e non poco, del nostro per migliorare questa isola; ma riprovo che i due governi qualora si facciano.
i) Appuntature al vocabolario italiano della lingua parlata di Giuseppe Rigutini. Lettere di Carlo Gambini e di Carlo Negroni, Bologna, tip. Fava e Garagnani, 1881, in st pp. 37-38 (estr. dal Propugnatore, voi. XIV).
z) Si riporta per intero in appendice..