Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
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1938
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1536
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Guido Bustico
non abbiano anche un centro nélT isola stessa, per provvedere prontamente alle cose urgenti, e perchè non sia ne' casi imperiosi abbandonata a dne volontà; meglio un solo governo dipendente da Torino, colle più frequenti comunicazióni con terraferma.
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Ma intanto in Piemonte i fati si compivano: alla fine del 1847, Carlo Alberto concedeva le franchigie liberali che preludevano allo Statuto che doveva seguire Fanno dopo. Si sentiva per Paria odore di polvere. E in una lettera del 24 febbraio 1848 si era alla vigilia dello Statuto il Cadorna scriveva da Cagliari esaltandosi per le franchigie finalmente concesse da Carlo Alberto e al pensiero che imminenti eventi attendevano il paese.
Non è tempo egli scriveva di rancori individuali, allorché la provvidenza a piene mani ci largisce felicità generali. Finalmente le franchigie son arrivate per 1*Italia, ai sono accordati o meglio restituiti i suoi diritti, perchè gli uomini nascono con questi. Ora veggo meno probabile la guerra. L'Austria sarà abbandonata dalla Francia; Boemia e Ungheria le negano sussidi per farla, tutta Italia è nemica sua: in Lombardia si marcia sopra vulcani.
Possibile egli esclama dando corso e sfogo ai suoi pensieri che con tutti questi elementi non voglia identificare la Lombardia al resto? Che voglia contrastarle la ressurezione?
Gli eventi per vero si succedevano in quei giorni rapidissimi i progetti nostri di quest'oggi non possono effettuarsi il domani. Ormai non trova piti il tempo di scrivere la promessa lettera sulla Sardegna; anche la cronaca dell'isola diventa superflua. Ormai la cronaca veniva confidata ai giornali e visibile a tutti. Si compiace per gli articoli che il Negroni andava pubblicando sul Risorgimento del Cavour, e annunziava all'amico un episodio interessantissimo sui gesuiti accaduto in Sardegna, che avrebbe certo contribuito alla loro cacciata. Questa egli soggiungeva non dovrebbe ritardare per onore del Governo.
La lettera citata è del 24 febbraio 1848: il 18 marzo si iniziano le cinque eroiche giornate di Milano; il 29 marzo Carlo Alberto varca il Ticino con poco più di 25.000 uomini. Il Governo provvisorio lombardo si accingeva a costituire delle truppe regolari lombarde con numerosi disertori dalle file dell'esercito austriaco, con i volontari e con i giovani di leva di quell'anno. Ora tra gli ufficiali piemontesi chiamati a organizzare le truppe lombarde venne chiamato da Cagliari il Cadorna: fu lo stesso Cadorna che sollecitò la nomina interessando lo zio materno marchese Benigno Bossi, al quale scriveva il 7 aprile 1848:
Ove; il momentaneo trasporto della compagnia in Milano non entri nelle viste del bravo generale Lecbi, o che non venisse accordata dal nostro ministero.