Rassegna storica del Risorgimento

NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno <1938>   pagina <1538>
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1538
Guido Bustico
attraverso a queste lettere si rivela per intiera la figura del giovane ufficiale piemontese nei momenti tristi ed eroici del nostro Risorgimento nazionale, e che vengono ad integrare quanto Luigi Cadorna ha scritto a memoria di lui. Esse ci attestano ancora quanta nobiltà di animo albergasse in quella eroica generazione che ha dato l'indipendenza al nostro paese, non solo, ma che rappresentava allora il rinnovamento spirituale della patria.
GUIDO BUSTICO
I I APPENDICE I H
1) Lettere Cadorna-Negroni e Negroni-Cadorna.
2) Sui dipinti rinvenuti nel Castello di Vigevano.
3) Quadro storico conciso dell'isola di Sardegna.
Del 23 novembre 1843 è una lettera burlesca piena di verve allo amico novarese: dalla lettura di essa si comprende che dovevano essere corse parole fra i due amici, ma parole che non dovevano aver lasciato traccia, se non in questa lettera che riporteremo per intiero. Essa ci afferma lo spirito caustico del Cadorna e l'affetto intenso che lo legava al Negroni che doveva averlo forse punto un po' sul vivo.
Ecco il documento:
1
Novara, 23 sett. 1842. Carissimo,
SCENA PRIMA
Poffarbacco il mio Negroni. Ieri avevi lo splin (sic): non avevi la barba rasa, era cattivo tempo. Ob, sangue di una rapa, le voilà piqué notre homme. Ed io uomo di spada che sento tanto la mia inferiorità nel fare colpi di parate, di rovescio, di finta eolla lìngua a petto di un avvocato, io volevo fare una perfetta ritrattazione, sebbene quanto dissi fosse un atto d'ingenuità detto come si parla, con tutta la naturalezza, perchè il soggetto principale della lettera era un ringraziamento formale al mìo Negroni, con nessun sussiego, con nessuna pretesa; come un'opinione, perchè dovevi figurarti Cadorna, sebbene assente, nell'atto che parla con te lì alla buona perchè di sussiego me ne impippo, e sono impotente, salvo errore.
Ma una ritrattazione poi potevo compromettere la mia dignità.
Parolona che serve di pretesto a tante belle cose in questo bel mondetto.
Eppure come sciogliere un incanto alla mia lingua alla Musa dei litigi?
Dunque mi venne il ghiribizzo di mandarti il modello in carta di una spada non per sfidarti, me ne guardi il cielo che non farei tale insulto ad avvocato di questo mondo; ed io poi sono un miUtaraccio che abbono cordialmente ogni tragedia o dramma; preferisco assai la commedia; la spada doveva significarti spartanamente