Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1539
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La giovinezza di Raffaele Cadorna 1539
ch'io ero un uomo di quella schiatta che non sa fare di logica, e se ne fa è cosi fuori di luogo che stanca un povero nomo. Ma perdinci anche questo spartano linguaggio non finiva per andarmi a sangue, perchè la smania di imitare i nostri buoni antichi è antilogica; ammiriamoli, ma pensiamo che altri tempi altre cure.
Dunque mettiamo le pive nel sacco, e conciliamo le cose, facendo una risposta evasiva... oh corpo di nn sacripante; già mi dimenticavo che sei un avvocato, che sapresti rilevare la futilità delle idee, i sofismi, le assurdità, le contraddizioni, e tutta la bella compagnia dei maccheroni.
Perciò è finita, bisogna mettersi al cimento, e nasca quel che sa nascerò, ecco deposti i baffi, ed invece di essi i labbri sporgenti, ecco deposta la spada, ed invece la toga, sguernito il petto di bottoni luccicanti, ed il jabot fa sua comparsa, la testa non è più liscia, ma imparruccata. Il consesso accademico della Sorbona, ed il Sena-tus Consultus romano fa corona ad una tavola, ed il popolo fa corona al consesso; tutto spira solennità in quell'aula; le pareti istoriate; i vari costumi, la magnificenza, il silenzio medesimo. Sotto il mio saio batte un cuor da leone, da eroe, da spacca-monti, da spadaccino, ma pure domino la stessa natura, che vorrebbe rievocare i suoi diritti, e mi compongo a gravità, a immobilità, a quiete.
Si leggono gli atti, si leggono le combinazioni fiscali: succede l'invito del Presidente per la difesa, io sono quel desso che deve difendere se stesso: tutto pende dal mio labbro; sfodero la durlindana, mi sbagliavo, i scartafacci; carta pecora,,. Ma... mi manda il Parpietro oh potenza d'un belzebù tt. Dunque a domani perchè l'ufficio mi chiama anche a sé, intanto per quest'oggi in qualche modo me la sono cavata. Da qui a domani la meditazione mi suggerirà qualche ripiego.
Ad una voce il popolo grida, a domani, a domani. Si cala il sipario.
Addio di petto; ma di cuore. Saluti tutti quelli che son cari al mio cuore.
Tuo afir.mo R. C.
Ma la lettera non venne a quanto pare impostata e al giorno seguente il Cadorna faceva seguire una appendice sullo stesso tono, che viene a chiarire l'episodio che le diede luogo:
IL
Novara, 24 sett. 1842. Carissimo,
Oh ingrata patria! Oh asino di un servitore, smemorata, ecc. Io mi credevo che avesse portato la qui unita alla posta fin d'ieri, io credevo che fosse stata la mia lettera un recipe che avrebbe calmato la tua indignazione ed invéce la lettera è tuttavia sul tavolino; ma è dessa un gioiello tale, che a qualunque costo non voglio privartene. Eccomi finalmente a risponderti senza poi menare il can per Vaia.
D. Pensi tn che alcuna delle critiche che ho fatte all'amico Pozzo sia meno che giusta? E pensi tu che le lodi non compensino le critiche?
R. - Possono essere giuste le critiche, non il modo. Se una lode generica alla. coda di molte critiche può controbilanciare le medesime, sta il compenso.
D. Pensi tn che trattandosi d'un libro tutto scritto in stile gaio e festevole, io dovessi compormi alla gravita dell'aristarco, ecc.?
R. - Non trovai a ridire sul genere di critica che... è serio, ma sul grado, sull'in tcnsità di essa. Si può essere cristiano colla satira pungente, frizzante, gaia, ecc.