Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1540
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1540 Guido Bustico
D. - Penai tu che Alfio Pozzo abbia ragiono di offendersi del mio articolo e che il mio articolo gli faccia disonore?
R. Disonore? Oh corteggiarli si. Chi l'ha detto, supposto, immaginato? Possa offendersi? Perchè no ? Ti sei tu mostrato offeso di alcune mie sonore ciancie private, e non sì offendeva egli al dirgli pubblicamente p. es. che la pagnotta è la sua Musa, la sua ispirazione, la sua missione? Pare l'eroica generosità di far strabiliare..
D. - Si è egli infatti offeso?
R. Noi so, noi credo, noi vidi,
D. Pensi tu che noi perderemo l'amicizia di Pozzo a me carissima, per ai poca cosa, quando invece parlando schiettamente io crederei di avere acquistato un titolo migliore? Pensi tu che ci voglia proprio un'eroica rassegnazione per perdonarmi una colpa pel quale io sono sì lontano dal credermi bisognevole di perdono?
R. Imitiamo la natura carissimo, che va sempre per gradazioni. Perdinci perdere l'amicizia è troppo, è un salto da uno a cento. Nemmeno le cose assolute prendono innesto nel mio cervello no balza no, perchè una massima buonissima prese assolutamente confine con una cattivissima. Così la schiettezza non potrebbe abbastanza essere cantata dai poeti, e la troppa schiettezza poi... mi capisci....
E la lettera continua di questo metro: finge di avere il broncio coll'amico ma lo ama e lo ringrazia di avergli dato occasione di diletto trattenendosi con lui.
EH.
RAFFAELE CADORNA A CABLO NEGRONI
Cagliari, 8 marzo 1847. Caro Negroni,
Eccoti uno scritto dell'amico, ma scarno, sprovveduto di notizie; che non so osare rivolgermi con lettera a chicchessia, poiché se da costì verrebbero sugosi pensieri, esposizione di eventi interessanti, di speranze, di idee ripiene di vita pubblica, noi non sappiamo da qui pagarvi con l'eguale moneta; il municipalismo è all'ordine del giorno; le idee sono grette; Italia non veggono sebbene si spieghi davanti a tutta l'isola, miseria immensa, caparbietà di carattere; la smania del rimanere stazionari, l'industria zero, commercio nulla, comunicazioni, dopo la strada centrale, quasi nessuna, tutto snervato, tutto spopolato; e pel forestiero peggio che andar di notte; diffidenza somma, accoglienze poco, d'ogni maniera. Vi dico io che è una gran fortuna avere qualche cosa da occuparsi per uccidere il tempo; e ciò almeno non mi manca, poiché lavori causali per tutta l'isola e nuovi edilìzi militari ce n'è da non lasciar quiete a un galantuomo; è la sola parte che ora abbia qualche sviluppo, sebbene sia tutt'altro che per soddisfare il bisogno, ma io non sono che reggente l'ufficio, e dopo aver fatta la maggior fatica di mettermi al fatto di tutta la cosa, cederò nuovamente a chi gli spetta, quando sarà reduce da Parigi e Londra; e mi rimarrò colla compagnia che mi è pure arrivata sulle spalle da qualche giorno, e che è quella che costruisce i principali edilìzi. Sono venuto a capo di spiegare i miei libri sulle scansie, ed è pure una gran soddisfazione, perchè ne sento un bisogno come di un amico; ed erano mesi e mesi senza respiro poiché chiusi nelle casse, ed erano tutto quel tempo privi dell'amorosa mia visita. Ma se tu sapessi quanti fastidi, e spese, e dogane, ed impegni, e le revisioni che a loro petto, le vostre sono piene di generosità..