Rassegna storica del Risorgimento

NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno <1938>   pagina <1543>
immagine non disponibile

La giovinezza di Raffaele Cadorna 1543
capriccio d'ignorantissimi censori, sui quali domina lo spirito di La Margherita e della tenebrosa sua coorte. Veniamo ai fatti.
Le Letture di famiglia furono soppresse perchè un avvocato di Vercelli vi parlò della Congregazione dei Barnabiti, e di un'altra Congregazione rivale che cercò di sop­piantarceli. Siccome quest'altra congregazione s'identifica con la tenebrosa coorte detta di sopra cosi venne subito fatta a Valerio l'intimazione che il suo giornale non à sarebbe più lasciato pubblicare. E nota che se l'articolo dell'avvocato di Vercelli si fosse stampato senza il permesso dei superiori e cland inamente, la soppressione del giornale sarebbe egualmente stata una cosa enorme ma avrebbe tuttavia almeno avuto una certa apparenza di legalità. Ma no: quell'articolo era stato sotto le zanne tanto del censore civile e per la grazia di Dio e di tutti i Santi ne era uscito illeso. Io mi riservo di scrivete a Costantinopoli per sapere, se fra i turchi si commettono di simili arbitrii, e se il divano lasci tranquilli almeno coloro, che si uniformano ai suoi regola­menti. Poni caso che Valerio fosse un povero diavolo, ridotto a dover vivere colle 1200 o 1500 lire di utile annuo che il suo giornale gli produceva: ecco un padre di famiglia rovinato, e senza alcuna sua colpa, mentre egli non aveva stampato nulla che non fosse stato approvato regolarmente per la stampa.
Altro fatto. Sul cominciare del prossimo passato mese di giugno il signor Gioberti pubblicò a Losanna la nuova sua opera della quale molto si parlava prima che tu partissi per la Sardegna. Ha cinque volumi, s'intitola U Gesuita Moderno. Io non ho ancora potuto averla, e perciò non te ne posso parlare. Te ne parlerò forse nella pros­sima mia lettera. Sento a dire che l'opera è stupenda, migliore assai di tutti gli altri scritti di Gioberti che sono pur tutti di quel valore che tu sai. Appena compiuta la stampa del libro l'autore mandò due memoriali, l'uno al papa, l'altro a Carlo Alberto. Dopo pochi giorni il papa fece rispondere a Gioberti dal cardinale G'izzi che S. S. aveva molto gradito il dono dell'esemplare onde le era stato offerto l'omaggio: dal presidente del Consiglio Centrale di censura, che il libro non avrebbe incontrata alcuna difficoltà per l'ingresso negli Stati romani, solo sarebbesi ordinato qualche cautela (cautele che nel fatto non significano niente e si confondono con una Uberto assoluta) si sarebbe, diceva, ordinato qualche cautela nella vendita, poiché vi si metteva in accasa un ordine che attualmente è riconosciuto dalla Chiesa. Nel memoriale indiriz­zato al Re di Sardegna Gioberti chiedeva una grazia e un atto di giustizia: la grazia che S. M. si degnasse di accettare la copia del nuovo suo libro che l'autore le offriva; la giustizia che si permettesse in Piemonte il Ubero smercio di esso libro, giacché essendosi in Piemonte non solamente venduti senza ostacoli ma senza ostacolo ristam­pati i due libri di Pellico e di Curci e parecchi altri opuscoli che combattevano le opi­nioni di Gioberti e vituperavano la sua fama, era atto di stretta giustìzia l'autorizzare almeno la pubblica, vendita di uno scritto in cui egU difendeva le sue opinioni e più ancora la sua fama e il suo buon nome.
La grazia fu subito accordata: la giustizia si negò. È il solito del nostro paese, dove le grazie e i favori abbondano e vengono celermente, la giustizia invece è molto scarsa e cammina sempre a pasto di lumaca. Sulle prime si fece rispondere a Gioberti in quel modo che si pratica da secoli nelle Cancellerie Piemontesi, una lettera gentile che non dice né sì né no, ma con molte riserve, e con una mezza dozzina di se e di xna ti lascia un povero diavolo tra la speranza e il timore, come gli spiriti sospesi tra il cielo e l'inferno. Intanto, come facilmente puoi indovinare, il partito dei moderni gesuiti, capitanato dal La Margherita non istava muto, ozioso, e brigava e intrigava furiosamente poiché il libro fosse proibito, saprai forse, come or son due anni il