Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1544
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1544
Guido Bustico
granduca di Toscana avesse in pensiero di date a Gioberti una cattedra di filosofia nella Università di Pisa e come i molti impegni e la molta potenza del partito contrario siansi adoperati che il pensiero del Granduca non ebbe effetto. Centro e motore di codesti impegni fu il nostro La Margherita, il quale non lasciò nulla d'intentato perchè Gioberti non potesse ritornare in Italia, e molto meno essere chiamato a dettare in uno dei più illustri Studi. Fra le molte cose che fece .per fas et per nefas, scrisse anche una lunga lettera autografa al nunzio pontificio a Parigi, nella quale non contento di Condannare le opinioni pubbliche dello scrittore, calunniò l'uomo, ed entrando nei segreti della vita privata, lo rappresentò come un tristo prete, e gli appose azioni vili e disonorevoli. Il nunzio pontificio, di cui non mi ricordo più il nome, ma che è un brav'uomo, mandò a chiamare Gioberti, e gli consegnò niente meno che il prezioso autografo. Ora nel Gesuita Moderno l'autografo prezioso fu stampato e commentato in quel modo che Gioberti sa commentare simili scritture. Appena il libro giunse a Torino si fece nella corte gran sussurro per la lettera di La Margherita, e venne giudicata, siccome è veramente, una cosa infame. Il Ministro che non sapeva nulla di ciò che era accaduto a Parigi, nel Gabinetto del nunzio Pontificio ed era lontanissimo dal supporre che quest'ultimo avesse commesso ciò che in linguaggio diplomatico si chiama una indiscrezione, negò sfacciatamente di avere scritto la lettera e trattò Gioberti da falsario. Ma gliene incolse gran male. Giacché saputosi dal nostro scrittore l'epiteto di falsario, di cui il ministro degli Esteri s'era degnato di onorarlo mandò un nuovo memoriale al re in cui gli narra come egli abbia fra le mani la lettera autografa del suo Ministro; ed offre di mandargliene copia levata da due notai e certificato dell'autorità giudiziaria, acciò se ne possa fare il confronto con quella stampata. Così il protettore dei Moderni Gesuiti rimase sotto il carico di una doppia viltà, di avere denigrato, calunniando, la riputazione di un uomo onesto e chiarissimo, e di aver poscia negato la propria scrittura e il proprio fatto. Ma l'esito di tutto questo qua! fu? Mi rincresce di avertelo già detto poiché t'avrebbe fatto più colpo, riservandolo a questo punto. L'esito fu che La Margherita rimase al potere e Gioberti in esilio. La Margherita è potente e rispettato e plus ministre que jamais , Gioberti povero e respinto dalla Patria lui e il suo libro, il calunniatore smascherato trionfa, il calunniato è depresso.
Questi sono fatti che ti daranno un'idea della misera condizione a cui siamo ridotti dopo un anno di tante speranze. Avrei molti altri fatti da raccontarti e in ordine all'Istruzione Pubblica, e in ordine a diverse altre cose. Ma oramai io sono stanco di scrivere, e credo che tu debba essere più che sazio di leggere questa mia scritturacela gettata giù peggio che a casaccio, proprio cosi come gettare la penna. Ad altra volta dunque. Però avendo ancora quest'altra facciata da riempire ri parlerò almeno dì cosa che ti farà piacere, del progresso materiale, in cui tanto e tanto si cammina discretamente. Siamo precisamente foggiati sul modello dell'Austria, nostra tutricc, da poco tempo rientrata in funzione: purché in casa dei fedelissimi sudditi non. metta radice quel tristo vegetabile che si chiama idea, del resto alla vita fisica e ai comodi esteriori si provvede con diligenza...
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La lettera del Negroni è per vero riflesso del tempo e giungeva laggiù a Cagliari, nell'isola lontana all'amico che l'avrà letta col più vivo interesse in quanto così minutamente lo informava del suo