Rassegna storica del Risorgimento
NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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1551
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La giovinezza di Raffaele Cadorna 1551
ci pare: cu esso non vx è cenno nell'opera biografica del figlio Luigi intorno al generale Raffaele Cadorna nel Risorgimento Italiano. *>
Questo scritto giovanile di Raffaele Cadorna ci afferma una volta di più della cultura e dell'amore agli studi del giovane ufficiale del genio, in cui vibrava un'anima aperta a trutte le manifestazioni del bello.
Rapporto inoltrato (sic) intorno ai dipinti rinvenuti nel R. Castello di Vigevano il 12 giugno 1842.
L'essere consapevole della Storia di Vigevano del Biffignandi, che ebbero a soggiornare qui vara pittori a spesa dei Duchi Sforza, per ornare il R. Castello ai tèmpi specialmente di Lodovico il Moro, che nel 1493 di Castello forte ne fece un sontuoso palagio, ni' indusse a fare delle indagini se qualche pittura esistesse di insigne artista, parendomi straordinario che non ne rimanesse più alcuna traccia.
Dopo alcune ricerche infruttuose, ebbi finalmente a sospettare del merito di alcune pittore in una delle camere disabitate poste sotto la galleria coperta che conduce alla cavallerizza (?). Ma diffidando a ragione della mia imperizia nell'arte, condussi meco il giovine pittore Garberino, già proclamato per merito col primo premio acquistato Tanno scorso nell'Accademia di Belle Arti di Milano, il quale assicurò godere appunto detto dipinto di un pregio particolare.
Ciò essendo mi recherei a vanto di farne partecipazione compiendo ad un tempo al dovere di non 1 asciare ignorato quanto può riguardare il Castello nella qualità di u ffiziale del Genio della Sezione, tanto più che col metodo di trasportare gli affreschi, siccome scorgesi nella Galleria di Brera in Milano, potrebbero per avventura essere un prezioso acquisto per la Torinese pinacoteca allorché si confermasse vieppiù il merito di esse.
Intanto mi sono fatto una premurosa cura d'impedire l'accesso dapprima Ubero a quella camera contenente i suddetti dipinti, onde assicurarmi che non venga fatto deterioramento alcuno; partecipando i soldati ivi acquartierati della credenza popolare che esiste il tesoro nel IL Castello, ed ora specialmente designando questa camera come un luogo di loro predilezione per tale oggetto: onde la smania già appalesata in altri luoghi di fare a quest'uopo le loro indagini di soppiatto, potrebbe produrre un sensibile deterioramento sui suddetti dipinti qualora avessero libera entrata.
Nella lusinga di poter rinvenire indizi maggiori, non ho tralasciato di far lavare con delicatezza le dette pitture! per liberarle dagli strati polverosi a cui soggiace-v ano da lungo tempo, i quali le lasciavano appena visibili, altronde con luce artifiziale, cosi esigendolo la località. La quale precauzione se servirà anche agli intelligenti cui piacesse di qui des tinare il governo, mi metto fin d'ora nella circostanza di potere esporre dei saccinti ragguagli del che mi faccio tanto più premuro, che stante il decadiménto del locale già assicurato con numerosi puntelli fin dello sborso anno, se ne proporrebbe nel nuovo bilancio la demolizione e ricostruzione.
U vòlto della camera in questiono è I mietiate con 16 lunette, ed in ognuna di esse sulla parete verticale vi sono figure a busto intiero, di grandezza pressoché naturale, isolate la maggior parlo, o rappresentanti effigie di Santi, o comunque dedicate al culto