Rassegna storica del Risorgimento

NEGRONI CARLO ; CADORNA RAFFAELE
anno <1938>   pagina <1553>
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La giovinezza di Raffaele Cadorna 1553
convertirono una Rocca in un Palagio non furono che posteriori al 1492. Il che confer­merebbe anche il merito delle pitture dall'essere filata quella uu'epoca di fiorimento per quest'arte.
Ora fra i pittori che furono a Vigevano si annoverano Leonardo da Vinci e Ber­nardino Ferrari da Vigevano. II primo però essendo stato a Milano dal 1493 al 1499, o come vuole il Tiraboscbi dal 1486 al 1489 non concorrerebbe coll'epoca di Francesco II Sforza: il secondo per contro che ha pure eseguiti varii affreschi in questo Duomo tut-t'ora esistenti visse appunto ai tempi di Francesco II Sforza, e come rinomato pittore è celebrato dal famoso pittore Paolo Lomazzi). Gli intelligenti confrontando lo stile delle pitture del Duomo con quelle del R. Castello di cui trattasi, opinerebbero appunto essere uno l'autore senonchè quello del Castello, sarebbero molto più accurate. Aggiun­gavi infine che confrontando l'epoca in cui tenne il ducato Francesco DI Sforza tra il 1523 e il 1535 colla data imperfetta di cui sopra, vorrebbesi assegnare l'anno MDXXXII e appunto tra il M ed XII esistente vi sarebbe lo spazio necessario per apporvi il rimanente DXX.
Ma queste non sono che Congetture da me fatte solo per confermare la probabilità sempre maggiore del pregio de' dipinti, e per farmi scusato se ho creduto, non senza essere avvalorato da qualche ragione, essere il caso abbastanza importante per delibe­rarmi ad inoltrare un formale rapporto. Mentre per altra parte s'accordano tutti nel dire che le figure di Scuola Lombarda, sono svelte e graziose, i panneggiamenti bellissimi, che Bono pregevoli inoltre le figure per vaghezza di colorito, per i chiaroscuri, e per l'espressione della fisonomia sopratutto.
Ho intanto l'onore, ecc. L'Ufi*, del Genio della Sezione
R. Cadorna.
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QUADRO STORICO CONCISO DELL'ISOLA DI SARDEGNA
Molte colonie, Fenicie ed Etnische inispecie (come risulta dai monumenti), occupa­rono la Sardegna; non pare che v'intervenissero, però, colonie greche; infine i Cartagi­nesi, verso il 528 avanti Cristo, vi approdarono essi pure, e questa è l'epoca storica più sicura, epoca ad un tempo in cui perdette l'isola per sempre la sua indipendenza. Com­misero i Cartaginesi inaudite barbarie per soggiogare gli antichi abitanti rifugiati sulle montagne, sempre vinti, mai dominati, finché approdarono i Romani, l'anno 495 circa a. C.
Sotto i Romani tentarono più volte invano di scuotere il giogo; e sino all'arrivo dei Vandali sotto Genserico, seguirono le basi politiche dell'Africa ed Italia.
I Cartaginesi avevano distrutto, abbruciato tutti i prodotti agricoli, con proi­bizione di seminare, per meglio soggiogare; i Romani invece protessero l'Isola, il fru­mento divenne così abbondante*, e quindi così a basso prezzo, che si dovette smerciare al solo prezzo del trasporto. L'Isola pagava i tributi in natura e, come la Sicilia, il de­cimo del prodotto. Sotto i Romani vennero in onore le strade pubbliche, e gli acquedotti, di cui vi sono molti resti, come circhi e teatri.
L'anno 456 comparvero i Vandali dall'Africa, e sino al 552 fu l'Isola presa e ripresa dai barbari ed imperatori. In quest'anno il generale Nnrsete vinse i barbari in nome dell'Impero; Giustiniano spedi truppe ed un governatore col nome di prefetto, dipendente dal pretore d'Africa, alla quale fu associata.