Rassegna storica del Risorgimento
CESENATICO ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1938
>
pagina
<
1580
>
1580 Le onoranze garibaldine a Cesenatico
vittoriose della Madre immortale, oggi che arbitra e signora dei propri destini nel mondo torna, con il vomere e la spada, apportatrice di romana giustizia, di grandezza e di pace alle genti nuove ed antiche).
Tutta la Romagna ha presenziato al rito che si è svolto nella mattinata del 7 agosto, fra gli inni fatidici e gli squilli delle fanfare, alla presenza di una folla entusiasta. Togliamo dal Popolo di Romagna, che per la circostanza aveva pubblicato articoli di Camuncoli. Maioli, Mastri, Beseghi ed altri, la cronaca del memorabile avvenimento:
a Verso le ore dieci, personalità, gerarchi, rappresentanze, cominciano ad affluire nell'ampio salone municipale. Fanno gli onori di casa il Podestà, il Segretario del Fascio, il Segretario del Comune. In breve il salone è gremito da un eletto stuolo di persone, fra le quali notiamo S. E. il Prefetto, il Segretario federale, l'on. Coselschi, l'on. Melchiorre presidente della Associazione nazionale dei Bersaglieri, la rappresentanza del Governo e del Partito di S. Marino, il comm. Canzio Garibaldi, la medaglia d'oro Onida, il tenente colonnello Ricca-Rosellini, il colonnello Scognamillo, il capitano garibaldino G. Laghi, il senatore PuDè, il dott. Paolo Mastri, il cav. Augusto Tridenti, il presidente dell'Associazione Volontari di Modigliana. Oltre tutte le' rappresentanze delle varie associazioni locali intervenute con gagliardetto, sono presenti un foltissimo numero di consorelle venute dal di fuori nonché i veterani di Forlì.
Quando il Federale ordina il saluto al Duce si eleva un potentissimo a noi. Ha luogo quindi l'inaugurazione ufficiale dei labari della sezione volontari e della sezione Associazione bersaglieri di Cesenatico. Sono madrine la vedova dell'eroico volontario camerata Sami Ènea, caduto in Spagna e la segretaria del Fascio femminile. La cerimonia semplice ed austera è breve. iBaj la parola Tom Melchiorri il quale movendo dall'anniversario della morte di Enrico Toti, dall'eroico gesto, espressione leggendaria e potente del volontario italiano, tesse la più irruente bersaglieresca orazione, sovente interrotta e coronata al finire da ripetuti applausi.
Intanto un lungo corteo si è andato formando in piazzale Comandini. E aperto dalle formazioni della G. I. L. alle quali si sono unite le numerosissime rappresentanze di tutte le colonie; seguono giovani fascisti recanti corone di alloro della Società superstiti garibaldini Achille Cantoni e Antonio Fratti di Forlì, del Comune e del Fascio di Cesenatico, una lunga teoria di gagliardetti e labari gloriosi dietro i quali si allineano in formazione trinaria le organizzazioni del Partito Quando giungono le autorità che si dispongono vicino al gonfalone del comune, un corteo imponente fra fitte ali di popolo si dirige per via Roma verso la piazza Pisacane ove sorge il monumento a Garibaldi ed ha sede il Fascio femminile che ospita la Mostra Garibaldina. La banda del locale Dopolavoro, le fanfare dei bersaglieri di Ravenna, Cesena, Rimini, nel corteo alternano gli inni, mentre le civiche campane suonano a distesa. Quando il corteo giunge in piazza, la folla che ivi attende stipata è enorme. Le corone di alloro vengono deposte ai piedi del monumento dell' Eroe. Nel silenzio commosso vibrano gli animi e si tendono verso la statua del biondo Eroe.
Le autorità in gruppo si dirigono verso la Mostra Garibaldina che attende di essere inaugurata. Ricevono il gruppo degli illustri visitatori gli organizzatori della Mostra stessa. Il discorso inaugurale e pronunciato da Umberto Beseghi di Bologna che guida poi, unitamente a Paolo Mastri, Giovanni Maioli e Onofrio Fattori, i gerarchi attraverso le sale dove i cimeli sono esposti. Parole di vivo compiacimento coronano l'opera e la Mostra Garibaldina è aperta al pubblico. Dalla piazza il corteo