Rassegna storica del Risorgimento
CESENATICO ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1938
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pagina
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1581
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Le onoranze garibaldine a Cesenatico 1581
muove nuovamente e per via Garibaldi sempre in passaggio trionfale sbocca in piazzale Ciceruacchio e si dispone di fronte alla erigenda Casa del Fascio dove sorge la tribuna fra due grandi Littori. In alto murato nella parete, coperto da un bianco lenzuolo, inquadrato da bandiere tricolori attende il ricordo marmoreo su cui sono incisi i nomi dei legionari che con Garibaldi si imbarcarono dal porto di Cesenatico la mattina del 2 agosto 1849.
ce Fra il suono delle musiche e degli altoparlanti le autorità prendono posto nella tribuna d'onore ed ammirano lo spettacolo della folla che dopo essersi accalcata in piazza Ciceruacchio ha gremito via Anita Garibaldi e le adiacenze del porto dove si alzano le alberature pavesate dei trabaccoli pronti per la rievocazione simbolica. Fotografi e cineasti puntano gli obiettivi. In cielo due squadriglie di aeroplani volteggiano. Un segnale d'attenti... il marmo scolpito offre ora agli sguardi attoniti il glorioso elenco. Le fanfare hanno attaccato 1* inno di Garibaldi, mortaretti scoppiano in cielo e si sfioccano in nuvolette bianche, le campane suonano ancora a distesa e su tutto lo scroscio dei battimani fragoroso, entusiastico, interminabile.
Quando l'on. Coselschi, oratore ufficiale della cerimonia, si avvicina al microfono, la folla si tace.
L'oratore inizia con una smagliante visione dell'eroica difesa di Roma e sempre tratteggiando con commovente efficacia, il periodo eroico del Risorgimento viene al proclama di Garibaldi prima che si iniziasse la famosa ritirata. " Vi offro fame, battaglie, agguati, morte ... In queste parole, tragico programma di sacrificio e di dolore per la conquista dei più alti ideali, l'oratore trova epica materia. Mai parole più belle afferma furono dette da un condottiero ai suoi soldati. Infatti nessuna cosa grande fu mai compiuta senza rinuncia e senza dolore, anzi più questi ingigantiscono più radiosa diventa la meta.
Gli episodi quasi leggendari della ritirata vivificati dalla potenza descrittiva dell'oratore rivivono: l'arrivo a San Marino, il generoso abbandono di questo sicuro territorio, la dedizione ed il coraggio di Anita esempio ad ogni donna italiana, rimbarco di Cesenatico che fa di Garibaldi non soltanto l'eroe della terra, ma anche l'eroe del mare e di ultimo la morte di Anita, elettrizzando la marea del popolo così che quando l'oratore conclude con un bellissimo squarcio razzista dimostrando che Garibaldi è nn Eroe tipicamente italiano discendente da quel popolo che anticamente per ben tre volte seppe dominare con la forza e la saggezza, prorompe in una spontanea formidabile ovazione interrotta dalla invocazione ** Duce! Duce! che accompagna le autorità all'imbarco per la rievocazione simbolica che si compie fra il più vivo entusiasmo.
Numerose le adesioni degli Enti patriottici e di cultura. Il R. Istituto per la Storia del Risorgimento era rappresentato dal dott. Paolo Mastri, delegato dal Segretario generale, e il Comitato di Forlì dal Presidente Pio Teodorani Fabbri e da Antonio Mam-belfi. Interessantissima voluta e desiderata quale degno coronamento della vibrante manifestazione è stata la mostra dei cimeli garibaldini, ideata dallo stesso Mastri unitamente a Giovanni Maioli, direttore del Museo del Risorgimento di Bologna, e Onofrio Fattori, direttóre del Masco governativo della Repubblica di San Marino. Nella prima sala figuravano ben 103 capi gentilmente prestati dal ricordato Museo bolognese* cioè stampe, manoscritti, fotografie, ciondolo di catena, berretto, barba, capelli e brano di camicia rossa di Garibaldi, collare di Ugo Bassi. Ritratti, manifesti, vedute dei luoghi che videro il passaggio del profugo attraverso la Romagna. Documenti relativi al cooperatori e alle guide della trafila, scritti autografi di Garibaldi, Filopanci,