Rassegna storica del Risorgimento
CESENATICO ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1938
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pagina
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1584
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1584 Libri e periodici
nella Francia della Rivoluzione e dell1 Impero. Anche in questo campo, si preparava in quegli anni tumultuosi, qualcosa di nuovo: che fu il cattolicismo intransigente di alcuni gruppi, il cattolicismo liberale di altri; ma l'autentico gallicanismo muore con V Ancien Regime, di cui è un'espressione.
Ben costrutto e documentato, fondato sopra una disamina serena dei documenti e una critica storica quasi sempre acuta senza eccessive sottigliezze e imparziale, il libro del Latreille non riesce però a concentrare sempre l'attenzione del lettore sul personaggio che dovrebbe essere il protagonista (e che meriterebbe di essere studiato anche per il periodo seguente; cosi come meriterebbero di essere studiate a parte le condizioni religiose dell'Italia). I veri protagonisti di questa storia restano 1* Imperatore e il Papa; Napoleone con le sue crescenti pretese, ì suoi progetti, le sue lotte, le necessità politico-militari impostegli dalla situazione: Napoleone portato suo malgrado a porre questioni di principio e costretto a confessare Je cherche en vain où piacer les limites eia tre les autorités civiles et religieusesrTesdstence de ces limites n' est qu'u ne chimère; e Pio VII, così mite e arrendevole, ostinato e inflessibile ad un tempo. Come spesso nella storia della Chiesa, accade di domandarsi se egli fosse davvero un gran papa, per le sue qualità personali, o se a quel livello fosse sollevato dagli avvenimenti in cui si trovò coinvolto. Ma ci troviamo di fronte, appena modificato, l'argomento apologetico che S. Roberto Bellarmino seppe ricavare dall'osservazione del Boccaccio: se, nonostante vizi, difetti e manchevolezze d'ogni genere dei suoi gerarchi, la Chiesa cattolica continua a vìvere, è prova che veramente essa gode di continuo dell'assistenza divina. E se quel Pio VII, giudicato universalmente uomo di non altissima levatura, potè meritarsi, con la sua semplicità eroica, più che il rispetto l'ammirazione personale di quei contemporanei che l'avevano stimato così poco, non si può non inchinarsi di fronte alla grandezza dell' istituzione. Il cattolico Manzoni, non poteva astenersi dall'ammirare Napoleone e chinava la fronte a Dio che lo aveva fatto superiore agli altri uomini. Ma il solo antagonista degno di lui è stato precisamente quel papa, mite e benigno e per tante volte arrendevole, che senza ricorrere agli insulti dei gazzettieri o alle invettive dei tribuni, seppe colpirlo nel vivo più profondamente degli altri e prima d'ogni altro, e disarmato, lo vinse. Barnaba Cbiaramonti non fu, molto probabilmente, della tempra di un Ildebrando; Pio VII non è stato inferiore a Gregorio VII nel momento decisivo. Napoleone non ebbe avversari più degni del. suo genio che questo, col quale l'urto avvenne sul terreno dei principi *.{
P. . SANT'ANGELO, Massimo d'Azeglio politico e moralista; Torino, Einaudi, 1937-XVI* pp. 295. L. 10.
Il Santangelo, autore di monografie di storia religiosa, pubblica ora nella Biblioteca di cultura storica dell'editore Einaudi un'elegante sintesi di Massimo d'Azeglio politico e moralista dal 1844 alla morte. Dei primi quarantasei anni poche pagine eh" introduzione, la quale è, colla conclusione, una delle parti meno felici del libro in complesso assai equilibrato, scritto con gusto e con amore, anche se qua e là la documentazione non sia completissima e la critica non appaia del tutto stringente tanto che alcune gioiste riflessioni sono poi lasciate senza svolgimento.
Mi aia lecito riassumere la monografia con qualche osservazione particolare.
L'Azeglio dall'indole e dall'ambiente portato a un aristocràtico concetto di liberta, dall'arte cresciuto all' indipendenza, dal caso tenuto lontano dalle sette, superato col bnon senso il repubblicanesimo dcll'alfiemino, conscio per tempo dell'asservimento dello Stato della Chiesa all'Austria e ribelle alla religio instrumentum regni, reso agile e penetrante delle anime e dei caratteri dall'assiduo contatto con le più diverse categorie di persone, indotto a semplificare i problemi do una chiara concezione cristiana e da quel sentimento dell'onore caratteristico ncJ patriziato sub alpino