Rassegna storica del Risorgimento
CESENATICO ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1938
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pagina
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1587
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Libri e periodici 1587
che è possibile unire i termini, da lui sempre ritenuti antitetici, burocrazia e onestà. Sedati i moti di Genova, la cavalleresca, leale e diritta politica dell'Azeglio si rivela ogni giorno più rispondente alle circostanze che richiedono di attirare al Governo la fiducia dei Piemontesi e dei patriotti; italiani, e simpatie numerose al nuovo sovrano, di rassicurare l'Europa sulle pacifiche intenzioni del Piemonte per togliere qualsiasi pretesto a un intervento austriaco, di educare la nazione. Con felicissime pagine il Santangelo mostra ora come nonostante l'isolamento diplomatico del Piemonte e le mene dei mazziniani, l'Azeglio riesca a spuntarla nella questione dell'amnistia e a concludere su basi ragionevoli la pace, mentre s'adopera per restaurare la moralità della pubblica amministrazione (istituzione dei concorsi pei pubblici impie-ghi, ecc.). Eccolo ora costretto a un assiduo lavoro d'ufficio, alle prese colle puerilità dell' opposizione che strepita nel parlamento, critica aspramente le sue debolezze nella vita privata con una serie di impertinenze costituzionali, e vorrebbe quasi quasi fosse l'Austria a indennizzare il Piemonte. L'allontanamento del Pinelli, il proclama di Moncalicri (che ben riflette i sentimenti politici dell'Azeglio e la concordia di vedute con. Vittorio Emanuele) chiarificano la situazione. La conclusione del trattato di con-mercio coli*Inghilterra, le trattative avviate colla Francia, col Belgio, colla Svizzera, valgono a rompere l'isolamento piemontese, a sbarrare la strada all'influenza austriaca, ad aprire nuove sorgenti di ricchezza per l'esausto paese, mentre colla missione Balbo a Napoli, a Roma e a Firenze, col memorandum al Tocqueville, ai sforza far proseguire, o almeno non annullare, il movimento iniziato nel 1847, e falsato dalle costituzioni e dalla guerra, secondo quanto egli pensa considerando questi eventi come affatto contrari al sistema ideologico moderato di cui le riforme erano frutto: come poteva dalle professioni di legalità e di moderazione derivare la guerra? dall'esaltazione del sistema municipale, le costituzioni? e dal principio che il potere deve seguire la proprietà, la rivoluzione sociale ? Con ciò non intende affatto proporre di abolire la costituzione, anzi, mentre interviene presso il granduca e il papa per temperare la reazione, comprende appieno che il Piemonte costituzionale e tranquillo costituisce un caso mortale per l'Austria, la quale, assecondata dalla Prussia e dalla stessa Francia, manovra per limitare il diritto d'asilo, per formare una lega doganale a sé favorevole, per inasprire i rapporti tra Piemonte e S. Sede, per imbavagliare la stampa. Ma l'Austria sempre incontra l'energica opposizione dell'Azeglio, anche là dove pare che questi ceda (espulsione Bianchi-Giovini), sicché oramai pensa che solo un intervento armato potrebbe neutralizzare l'efficace politica del nostro statista, al quale viene in aiuto Cavour (11 ottobre 1850) fornito di tutti i requisiti (abilità nella lotta parlamentare, spregiudicatezza nella scelta dei'mezzi, energia e assiduità, accentramento del lavoro) che a quello mancano.
Il Santangelo ci fa ora vedere come l'Azeglio s'adoperi per collocare il Piemonte alla testa del progresso italiano, legarlo strettamente alle grandi correnti commerciali dello ZoDverein e dell'Inghilterra, renderlo degno e capace di esplicare la sua missione di pedina avanzata alla confluenza della civiltà occidentale liberale colla civiltà occidentale assolutista. Di fronte alla minaccia di una spartizione del Piemonte, quasi nuova finis Poloniae, nel 1851, in un memorandum, pone in guardia l'opinione pubblica europea contro un simile tentativo che, conculcando il principio di nazionalità, renderebbe ancor più torbida la vita europea, come sempre accade quando si lede la giustizia e la morale. 'Il discorso e le lettere di Gladstone lo riempiono di gioia perchè vede trasportata la giustizia e la vera morale nella politica, e iniziata praticamente lo grande riforma del diritto pubblico da lui auspicata. Di està fa parte anche la riforma del diritto ecclesiastico, per la quale già Carlo Alberto nel 1846 aveva effettuato alcuni sondaggi: nel settembre 1849 l'Azeglio inviò a Roma il Siccardi inutilmente; entrato nel ministero attua ]a politica del fatto compiuto suscitando le ire dell'Antonella e, in Torino, del Franzoni. CoQ*episodio tristissimo del Santarosa la tensione raggiunge il culmine: falliscono i tentativi del Pinclli, dello Spinola, del Sambuy, l'Austria soffia nel fuoco,.