Rassegna storica del Risorgimento

CESENATICO ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1938>   pagina <1590>
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1590 Libri e periodici
H cuore spezzato. Contro le improvvisazioni declamatorie dei retori e dei mestie­ranti della politica l'Azeglio erigeva un solido programma di educazione politica e morale della nazione: la Lettera agli elettori del 1865 è quasi il suo testamento spirituale, e il coronamento d'un'attività politica, profondamente vissuta nelle sue esigenze etiche.
Il Santangelo, che ci ha sin qui condotti con rara maestria, mettendoci innanzi le espressioni e i brani più significativi dell*Azeglio, e ha tenuto ben desta la nostra attenzione con una non comune abilità di scrittore, con battute rapide e concise, vuol tirare le fila, ma, cosa che non riusciamo a spiegare in un autore che si è dimostrato scaltrito anche nei problemi storiografici, *) volendo inquadrare l'opera dell'Azeglio nel risorgimento, cade, oltre che in affermazioni piuttosto discutibili nella loro gene­ricità ( Il Risorgimento italiano, come idea unitaria, nacque nella mente di Giuseppe Mazzini ), nella diffusa concezione per la quale nel risorgimento ci sarebbe stata, da una parte, l'idea astratta (Mazzini), dall'altra l'azione politica più o meno for­tunata di alcuni uomini molto diversi tra loro (Azeglio, Cavour, ecc.), la maturità morale del popolo italiano, qualche imprudenza provvidenziale e qualche geniale combinazione politica. Ed è naturale che in questo limitato quadro le idee dell'Azeglio non possano essere convenientemente valutate. Se applicassimo poi il metodo del Santangelo lai più rappresentativi uomini del Risorgimento, concluderemmo, in accordo con molte loro espressioni ed affermazioni, che essi sarebbero stati i primi a rin­negare il Risorgimento stesso, e assisteremmo al suo smantellamento ad opera dei suoi costruttori, laddove, in realtà, essi criticavano la concreta realizzazione storica perchè inadeguata agi' ideali vagheggiati. E prescindiamo qui dalla considerazione che il fatto storico è sempre più ricco e più vario della previsione e della volontà degli artefici.
Il Santangelo avrebbe potuto con profitto farci vedere come le idee dell'Azeglio non sboccassero semplicemente in un programma politico, ma, prima di tutto, in un rinnovamento dagli amplissimi orizzonti conformi a molti ideali di quella restau­razione nella quale si ebbe la preparazione spirituale del politico e del moralista, troppo trascurata in questo libro, e il primo abbozzo di una concezione di diritto natu­rale cristiano fondata su particolari tradizioni e foggiata secondo una determinata forma mentis amante di principi chiari, semplici, intuitivi, quindi, perchè poco suscet­tibile di elaborati svolgimenti, paradigma di un'azione politica lineare che accoglie i più solidi e idtali elementi della nazione e dello stato piemontese, della prepara­zione spirituale, culturale e politica degli Italiani e del cattolicesimo. E avremmo forse visto un Azeglio che sopravvive al moto politico di rinnovamento, nel quale siamo soliti confinare il Risorgimento, non solo per le opere artistiche ma anche per gli scritti politici e di morale politica per nostra fortuna connessi, come quelli di molti altri grandi dell'Ottocento, ai più profondi motivi del Risorgimento italiano, solo parzialmente moto politico indirizzato all'indipendenza, all'unità e alla libertà politica, e generatore di ben altri problemi per nulla risolti dalla particolare soluzione del problema nazionale e di quello costituzionale.
LUIGI BUWEHETW
3) Si veda del SANTANGEM, Sul carattere identifico della storia* in Rivista di filosofia, 1937, TV, p. 238 e seguenti.