Rassegna storica del Risorgimento
CESENATICO ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1938
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pagina
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1597
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Libri e periodici 1597
con la politica delle grandi potenze durante il periodo, che va dal trattato di Unkiar Skelessi alla Convenzione degli Stretti. Due accurati indici, delle persone e dei luoghi, ed una diligente rassegna bibliografica chiudono questo eccellente volume. Del quale moltissimi sono, come abbiam detto, i pregi, rarissimo, ed assai lievi; le mende.
Io vorrei solo osservare al valoroso autore, che non condivido la sua opinione sopra le ragioni dell'intervento turco in Tripoli nel 1835. Basta solo considerare la politica della Sublime Porta, in quel volger di tempo, animata da un soffro imperia* lista, vivamente preoccupata sia dalla ribellione e dalla energia di Meinnet AB, sia dalla attività francese, inglese e rossa nelle terre dell'Impero ottomano, per intendere che a ben altro motivo che non fosse rinsaldare la posizione di Ali Caramanli, si dovette la spedizione del 1835. Bisognava dimostrare alle potenze europee ed al pascià di Egitto che in Costantinopoli né si dormiva, né si accettava il fatto compiuto. Che Londra in questo avvenimento avesse la sua parte, è indiscutibile: lo si intuisce* qualora si consideri, pur superficialmente, la storia delle relazioni anglo-francesi in quegli anni, in cui iniziavasi, acuta, la lotta che avrebbe avuto fine solo 1*8 aprile 1904. Ma il risveglio nazionalista ottomano con Mahmoud aveva determinato precipuamente l'energico ritorno alla Porta di Tripoli, sia che essa pensasse all'Algeria come accenna il Serres, sia che tendesse a salvaguardare hi Tunisia da un lato, ad ammonire Egitto ed Europa dall'altro, che non era ancora sonata l'ultima ora dell' Impero ottomano.
Né, mi permetta l'egregio A., son d'accordo con lui sulla politica inglese di fronte alla Erancia, dopo l'ascesa della monarchia degli Orléans, fino al ritorno del Palmerston. Essa fu ostile alla vicina d'oltre Manica, tanto nella questione algerina, quanto negli approcci di Parigi col Bey di Tunisi, per non ricordare quello che tra Londra e il Quai d'Orsay avveniva per gli affari del Belgio, di Polonia e d'Italia. La lettura dei documenti diplomatici ci insegna quanto e come i consolati inglesi nell'Africa mediterranea avversassero la conquista e la espansione francese. Con il Palmerston siffatto antagonismo ai manifesta, aperto e decisivo, con le immediate conseguenze che ognuno conosce; ma non v'è dubbio che una reale continuità di azioni e di propositi legava il Palmerston al Wellington, dal quale era stata iniziata l'opposizione del Foreign Office all'imperialismo francese.
E. PÀSSAMONTI
ODDONE ASSIBEIXI, Africa Poliglotta; Bologna, Zanichelli, XVI-1938, in 8, pp. 370.
Quest'opera pensata e preparata per lungo corso di tempo, vede molto opportunamente hi luce, in questo nuovo orientamento dello spirito italiano, determinato, in particolar modo, dalla vittoriosa conquista africana.
Diciamo anzi che essa sta a testimoniare come, prima ancora della conquista militare, non mancasse, anche nel campo strettamente scientifico, una passione viva, un deciso potenziamento di forze spirituali verso quel mondo, nel quale l'Italia ha il pieno diritto di esercitare la sua missione di civiltà,
L'opera di Oddone Assimili, già discepolo del grande maestro Alfredo Trombetti, non avvalora dunque soltanto, con un contributo di primaria importanza, la grande tradizione italiana di studi linguistici, ma rappresenta, anche dal punto di vista storico e politico, uno degli aspetti più degni di rilievo di quella attività che gli Italiani hanno svolto e perseguono nel riguardi del continente africano.
Con una larghezza di indagini e con una profondità e vastità di cognizioni che riesce perfino a sorprenderei l'A. di questo volume si addentra a considerare, nella sua complessità, 11 problema linguistico africano, ed esamina i vari tipi linguistici studiandone i rapporti reciproci, cogliendone le caratteristiche principali, e costruendo sulla base di innumerevoli ed acute osservazioni, una dottrina rigorosamente scientifica sulla morfologia, sulla fonologia, e sulla struttura delle svariate lingue che popolano il continente nero.