Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1614>
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1614
Carmelo Trasselli
durante la repubblica e la restaurazione). Della congiura, scoperta nel maggio 1794, parlarono la Gazzetta di Cesena e le sue prostituite sorelle del Reno, di Leida e di Londra; anche l'Almanacco di Gotha ne fece cenno.
... Il fiscale si è fatto un gioco, non che un dovere di comprimere incessantemente col peso di una giustizia quanto digiuna di pietà, altrettanto gonfia di rabbia, il povero nostro compagno Pietro Corona, giacché essendo stato accordato sin dalla meta di settembre a Liborio Angelucci di restituirsi per cagion di salute in seno alla sua fami­glia, ed essendo stato per gl'iatessi motivi concesso a tutti gli altri il passeggio per la Bocca, egli solo ha dovuto gemere tuttavia nello squallore e nella solitudine della carcere più malsana.
Il Corona soffriva di mal di denti e gli venne negato il soccorso del chirurgo.
Tutto ciò non ci dice molto sui particolari del processo; tuttavia delle imputazioni possiamo avere un'idea sufficiente se poniamo mente ai precedenti degli imputati. Infatti l'Angelucci e il Corona erano al banchetto offerto dal banchiere Moutte al Bassville, insieme col Tur-Ionia, il Matera, il Costantini, il Gagliuffi, il Santacroce; 1*Angelucci fu medico del Bassville e fu associato agli altri... innominabili cui accenna l'abate Berardi nel suo osceno e ben noto sonetto; il Monaco, poi, si troverà nella lista di patriotti che doveva servire di guida a Giuseppe Bonaparte ambasciatore francese a Roma 9 e sarà in seguito processato dalla Giunta di Stato.
Non sappiamo quale sia stata la sorte degli imputati; certo, nel 1797 l'Angelucci era ancora a Roma e fu espulso dallo Stato il 1 agosto. Il 2 agosto, da Civitavecchia, scrisse una lettera alla moglie Caterina,2) dalla quale si desume che l'esilio non è in relazione col processo del 1794-1795. Egli infatti scrive di esser stato espulso
ora dubito per vendetta, vani sospetti, ovvero per l'amicizia dei letterati francesi, comunque siasi però vi prego a stare di bon*animo, e non disperare giacché saremo ajutaii presto come porta l'affronto e la raggione.
Recatevi dal cardinale Dona, da Gacaut (aie)* dal Ministro di Spagna e special-mente da Souchet, diteli che ad ogni costo io reclamo la loro protezione come amico e chirurgo della nazione. Dite a Souchet che per tale mi annunciai nel momento dell'ar­resto, che le mostrai il documento, e mi dissero che non importava. Ditele che se occorre faccia a mie spese una spedizione a chi crede. Ditele infine che io sono suo amico leale... Che Souchet ne scriva a Mongc, a Villetard ed a Couture....
}) DAVID Sn/vAcm, La Corte e la Società Romana nei secoli XVIII e XIX-, Firenze, 1881-85, voi. I, pp. 405, 406, 411, 440. 2) Giunta di Stato, fase 62.